Al via il Festival di Sanremo 2017

Il buio è già sceso e ormai siamo tutti pronti alla prima serata del 67° Festival di Sanremo.
Ancora poche ore e, finalmente, vedremo come se la caveranno Carlo Conti e Maria De Filippi sul palco dell’Ariston, coppia stravagante ma dalle grandi aspettative.

Probabilmente saprete già tutto sul Festival di Sanremo ma, nel caso foste stati disattenti vi daremo noi le informazioni più salienti.

I big in gara, che ora si chiamano campioni, (attenzione a non sbagliare), sono 22: si passa da mostri sacri come Albano e Fiorella Mannoia ai partecipanti dei talent come Elodie  e Sergio Sylvestre. In mezzo ci sono il neo melodico Gigi D’Alessio, la novembrina Giusy Ferreri, la televisiva Lodovica Comello e tutto il meglio della musica italiana.

Le nuove proposte sono 8 e si sfideranno nelle serate di mercoledì e di giovedì per poi avere il vincitore della categoria nella serata di venerdì.

Moltissimi gli ospiti: Robbie Williams, Biffy Clyro, LP, Robin Schultz, Mika, Alvaro Soler, Giorgia, Zucchero, Keanu Reeves, Sveva Alviti, Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Diana del Bufalo, Brignano, Cirilli, Luca e Paolo e tanti altri.

La prima serata del Festival di Sanremo

Finite le informazioni generali passiamo a quelle della prima serata del Festival. Si sfideranno i primi 11 big… Ops, i primi 11 campioni. Potremmo dirvi chi sono, ma meglio lasciarvi la sorpresa.

Gli ospiti ve li diciamo: Richy Martin che con la sua “Maria” ha fatto ballare tutto il mondo, i Clean Bandit, Tiziano Ferro e Carmen Consoli, Paola Cortellesi e Antonio Albanese, Raul Bova e Rocio, Diletta Leotta, Marco Cusin e Valentina Diouf.

Gli ospiti ci faranno ballare e divertire ma a pensare e a ridere con la sua satira ci penserà Maurizio Crozza che tutte le sere si collegherà con l’Ariston per alcune strisce comiche.

A domani con i nuovi aggiornamenti.

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Buon Festival di Sanremo a tutti.

 

Zibba a Retweet presenta il nuovo singolo “Cenere” e il progetto Double Trouble

Ai microfoni del nostro Lucio oggi a Retweet è intervenuto il cantautore varazzino Zibba, grande amico di Campuswave.  Il 21 ottobre è uscito il suo ultimo singolo “Cenere” in collaborazione con Raphael e Bunna, questo progetto denominato “Double Trouble” che li vede già collaborare insieme dal 2010, quest’anno li vedrà protagonisti del “Cenere Tour 2016” con, tra i quali, un concerto a Genova il 26 novembre alle 21.00 al C. S. Zapata.

Tante curiosità, soprattutto riguardanti l’ultimo singolo, la possibilità di un concerto a Savona in fase di programmazione e un nuovo album che uscirà intorno alla metà del 2017.

Con la speranza di poterlo rivedere sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo a 3 anni di distanza dal successo di “Senza di te” vi facciamo ascoltare “Cenere” e il podcast dell’intervista.

Luciano “Lucio Parodi.

Potete ascoltare qui il podcast dell’intervista a Zibba:

 

NonDiario sanremese (a distanza)

Milano, 9 febbraio 2016

Sapete che c’è? C’è che Sanremo mi manca un po’. Due miseri anni di sala stampa – mannaggia a lei! – e ho finito per assuefarmici, ci ho fatto il callo e l’abitudine.

Si, ma per quest’anno niente. I motivi sono diversi e non meritano di essere enumerati. Però due righe te le mando, Festival. Una pagina strappata ad un taccuino, un post-it giallo di quelli che mai una volta che restino incollati. Quasi una Lettera, o una NonLettera. Quasi una Cartolina, o una NonCartolina. Quasi un Diario, o… beh, l’antifona s’è capita. Il solito cacciapalle.

Dite ciò che volete e pensate, di queste mie parole, ciò che vi va. Ignoratele o condividetele. Mi è venuto da tirarle fuori e l’ho fatto. È tipo il flusso di coscienza di Joyce… o il riflusso gastrico allo stomaco, per volare più bassi. Non è che uno ci pensi, stai buono e ne paghi le conseguenze.

È stato un gesto impulsivo, una roba scritta a mano senza il tempo di pensarci su, in preda alla foga e all’invidia verso chi sta passando la settimana che vorrei passare io. Una scarica di vanità, un esercizio di stile. Oppure un modo per esorcizzare le tentazioni e allontanare l’agitazione. Per mettermi a sedere e tirare il fiato. Come una sbronza ben presa. Una sorta di masturbazione emotiva: mi do piacere da solo e tanto basta. Chissà.

A me Sanremo piace. La città, dico: raffinata, elegante come una villeggiatura anni ’30, profumata dai venti di Ponente. Bella come una ragazza spiata di nascosto. Dal profilo francese, come l’Andrea di Faber. Non ci avevo mai messo piede, prima del Festival del 2014, e ora ci torno sempre volentieri. Piacevoli congiunzioni hanno fatto sì che, di recente, frequentassi spesso e volentieri la Riviera dei Fiori, l’estremità occidentale della nostra meravigliosa striscia di rocce sul mare.

Ebbene, di sovente non ho resistito alla tentazione e mi sono allungato fino a Sanremo. In periodi extra Festival, va da sé. Senza confusione, quasi ai limiti della noia. Comunque, ogni maledetta volta, ai piedi dell’Ariston o ai varchi del Palafiori, ricordo. Irrimediabilmente. E, anche senza volerlo, sorrido. Percorro tutta la passeggiata del centro, quella che arriva fino al casinò, con i nomi dei vincitori della kermesse incisi sulle piastrelle di ottone, e faccio l’italiano medio. Con piacere e senza la minima traccia di vergogna. Perché è senza vergogna che dichiaro il mio amore per il Festival: è un’unione civile per gioco, la nostra, ma è pura e sentita. E mi fa bene allo spirito, come un bicchiere di vino buono o un bacio rubato.

Così, adesso, ascoltando Sorry Seems To Be The Hardest Word, penna voce e piano del baronetto più posh del pianeta, ho scritto di te, Sanremo. Perché ti voglio bene, anche se stavolta ci siamo traditi, allontanati senza ragione, e a stento salutati, oggi, incrociandoci sui marciapiedi grigi di quest’altra città. Però, mi domando, chi ha detto che tradirsi voglia dire non amarsi più?

Mandami uno dei tuoi fiori, piccola, anche il più striminzito, e sarò sempre qui a perdonarti, farti la corte e correrti dietro a perdifiato.

Mi hai visto crescere, ché sono cresciuto più da quando ti ho vista che in tutta la mia vita precedente. Anche se non mi andava.

Sanremo risate e sbadigli, sbattimenti e notti senza fondo. Incazzature, maroni che girano, mal di pancia, colpi di fulmine, palpeggiamenti, sudore, puzzo, alcol, sigarette, grida e stonature. Scalette e gradini vari, per non si sa dove. Tutta roba inutile, in fin dei conti. Ma non c’è nulla di più appagante dell’inutilità. O sbaglio?

Mi va a genio tutto del Festival: le transenne, gli incontri che non ti aspetti in Piazza Bresca, persino le canzoni. Forse non subito, ma col tempo tutto si aggiusta. Casa Sanremo, poi, ti manda fuori di testa: è La grande bellezza, suppergiù. Mi piacciono i programmi del pomeriggio di Rai2, che fanno a gara a chi è più trash ma vorrei guardare per ore. I ristorantini che non spostano una sedia da decenni, figurarsi cambiare i menù. Mi piace il luvego di febbraio, i raffreddori, gli scrosci di pioggia che non si perdono un’edizione. Perché anche loro lo sanno: esserci, fuor di buonismi, è tutta un’altra vita.

E proprio per questo, siccome sono arrabbiato, stavolta ti ho guardato con la coda dell’occhio. Ho pure cambiato canale (Sacrilegio!), più spesso di quanto sia disposto ad ammetterti. Per dirla tutta: mi sono perso la fine. Echissenefregadelleclassifiche. Ho guardato l’inizio, comunque. Chi voglio prendere in giro: l’ho aspettato in trepidante attesa, roba che neanche le mie nipotine coi regali di Natale. Caspita, la carrellata dei vincitori è stata davvero notevole. Parole e musica della storia del dopoguerra italiano. Giù il cappello. Applausi e felicitazioni. Ma sarà l’unica lusinga che ti faccio, sia chiaro. Anzi, ora forse mi guardo un film. Tiè.

Anche se…

268 chilometri. Tre ore di auto. Peccato che l’auto qui non ce l’abbia. Oppure due giorni di cammino. Se mi sbrigo, va a finire che arrivo per la sera dei duetti. È sempre stata la mia preferita, a pensarci bene. Ah no! Per quest’anno, no. Io e Sanremo abbiamo litigato.

Ma sapete che c’è? C’è che mi manca. Ci avevo proprio fatto il callo e l’abitudine.

Sennò la bicicletta… Voglio dire: sulla Milano-Sanremo ci fanno pure la corsa. Che sarà mai.

Buonanotte, Festival. Ti auguro ogni bene.

Grazie dello spazio concessomi, Campuswave. Passo e chiudo.

Quasi dimenticavo! Pace.

Matteo Faccio

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il primo giorno

Pronti, partenza, via! Ritorna il Festival della Canzone Italiana e ritorna anche il racconto della kermesse sanremese da parte di Campuswave Radio. Direttamente dalla sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori, ogni giorno sulle pagine del nostro sito tutto il meglio delle conferenze stampa dei protagonisti.

Elio e le Storie Tese e Patty Pravo hanno aperto il valzer delle dichiarazioni del Festival 2016, nel mezzo ha parlato anche il direttore artistico, nonché presentatore della kermesse, Carlo Conti in compagnia dei protagonisti del Dopofestival (Nicola Savino, Max Giusti e la Gialappa’s band) e del direttore di RaiUno Giancarlo Leone.

Elio e le Storie Tese (in video collegamento dall’Ariston Roof , la sala stampa riservata alle testate cartacee) sono apparsi in gran forma, con il consueto bagaglio di simpatia travolgente:

“Il nostro pezzo Vincere l’odio sintetizza la nostra carriera, siamo sempre stati a favore dell’amore e contro l’odio. Non siamo qui per puntare al podio o al primo posto, vogliamo essere eliminati e poi ripescati! Solo così si vive in maniera entusiasmante ed intensa il cammino al Festival. Come band siamo degli sperimentatori, degli abbattitori di muri: ad esempio siamo stati i primi a parlare a Sanremo di “femminiello” (in tempi ben lontani dall’attualità, ndr)”.

Sul palco assieme a Elio e agli altri componenti del gruppo, non ci sarà Rocco Tanica che ha dichiarato: “A settembre 2015 ho preso l’impegno con la RAI per ripetere l’ironica rassegna stampa come nella passata edizione. Solo dopo questo accordo, abbiamo presentato la canzone che è stata accettata in gara. Ho ritenuto che fosse più coerente rispettare l’impegno preso in precedenza per cui non mi esibirò sul palco dell’Ariston con i miei compagni”.

Sempre attraverso i microfoni dell’Ariston Roof, Carlo Conti ha anticipato qualche chicca in programma nella serata d’apertura: “Inizieremo con una clip dedicata ai vincitori delle passate edizioni, un tuffo nel passato che mai nessuno ha fatto. Dopodiché un omaggio musicale a David Bowie precederà l’ingresso dei cantanti: il primo ad esibirsi sarà Lorenzo Fragola”.

La sessantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana segna anche il ritorno ufficiale del Dopofestival: “Sarà un confronto tra giornalisti e cantanti, sullo stile delle interviste post partita” così l’ha definito Nicola Savino che condurrà l’approfondimento post kermesse in compagnia di Max Giusti e della Gialappa’s band.

Giancarlo Leone, direttore di Rai Uno, incalzato sulla presenza di Gabriel Garko (personaggio legato a Mediaset, storica concorrente della Rai) ha tenuto a precisare: “Il Festival è di tutti e come tale ha sempre attinto dalla concorrenza. In passato è successo, ad esempio, con Maria De Filippi, con Paolo Bonolis e altri personaggi ”.

Il compito di chiudere la prima giornata di conferenze stampa è toccato a Patty Pravo, giunta personalmente al Palafiori: “Sono concentrata su Eccomi, il disco che uscirà il 12 febbraio. Come si resta ai vertici per tanto tempo? Si lavora, la cosa che più amo è stare sul palcoscenico, non ho nessun segreto particolare, sono così di mio. In questi 50 anni non mi sono fatta mancare niente, ho fatto tutti i generi musicali dal beat alle canzoni d’autori francesi, passando per il rock e l’heavy metal: adesso vedremo cosa succederà. Chi apprezzo delle altre cantanti in gara? Mi piacciono molto Arisa e Noemi, non sono della mia generazione ma mi sento come loro. Io icona gay da tempo? Sono a favore delle unioni civili, ma non mescolerei questi argomenti con le canzoni”.

 

Roberto Vassallo

Sanremo 2015: siamo pronti!

C’è chi conta i giorni rimasti, chi si è appuntato la data sul calendario, chi vorrebbe andarci e chi ci va davvero.

Martedì 10 febbraio è davvero vicino e non è una data qualsiasi. Fino a sabato, infatti, andrà in scena la 65esima edizione del Festival di Sanremo.

Campuswave Radio seguirà l’appuntamento per il quarto anno consecutivo. Tra vecchie conoscenze, graditi ritorni e alcune new entry, la squadra della radio universitaria genovese sarà composta da Nadia Denurchis, Alessandro Mazzeo, Matteo Di Palma, Federico Bruzzese, Andrea De Sotgiu, Matteo Faccio, Federico Salmetti, Giovanna Vittoria Ghiglione e Roberto Vassallo.

Con la passione e le competenze che ci contraddistinguono vi guideremo nel cuore della rassegna musicale direttamente dalla sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori di Sanremo.
Da mattina a sera seguiremo gli sviluppi della kermesse attraverso le conferenze stampa dei protagonisti, le interviste radiofoniche e i contributi televisivi raccolti dalla nostra redazione.
E se vuoi interagire con noi vi basta scrivere via SMS o WhatsApp al numero 340 254 79 53.

Come lo scorso anno, Campuswave Radio rappresenterà nuovamente il portale dei media universitari Ustation e sarà in collegamento continuo con le altre realtà del circuito RadUni.
Ampio spazio alle vicissitudini del Festival anche sui nostri profili Facebook, Twitter, YouTube e Instagram.

Campuswave ti porta a Sanremo. Segui La Voce della Tua Università.

Ritorna la “Scialloteca” !

Martedì 15 Marzo, dopo il programma “Bar Sport”, torna la Scialloteca ! Con la selezione di Poppi Dj questa volta sarà la canzone italiana, legata al festival di SanRemo, ad allietare il nostro pomeriggio. Una puntata speciale dedicata al festival insomma !

Con ciò si apre la Scialloteca “secondo season”, le cui puntate saranno ordinate al contrario (dalla numero 13 alla numero 0) in una sorta di conto alla rovescia in attesa dell’estate. Non mancate all’appuntamento,  sintonizzatevi !