E’ una Formula 1 viva più che mai. Pochi sorpassi ma stupendi, pochi crash ma determinanti. Speriamo non troppo….

Una doverosa premessa: chi trova ancora questa Formula 1 noiosa ai livelli degli ultimi 2-3 anni, può tranquillamente prendere il primo razzo per la Luna e farci sapere quanto è divertente il mondo delle corse lassù. Chissà, magari scopriamo qualcosa di veramente spaziale!!!

Sarcasmo a parte,  i momenti di piattume ci sono, ma sono dei brevi break all’interno di un evento dove finalmente torna a regnare l’incertezza, in cui l’errore umano torna di nuovo un fattore determinante, da tenere incollati allo schermo in attesa del prossimo crash.

Ne sa qualcosa purtroppo il buon Antonio Giovinazzi, che si fa prendere dalla voglia di sbranare il suo compagno di squadra e finisce per essere sbranato lui, due volte, dal rettilineo principale di Shangai. La sua botta caratterizza, in parte, la strategia Ferrari e soprattutto di Vettel, che si sarebbe risparmiato volentieri un transito in più in corsia box sotto safety car, e magari senza quello avrebbe potuto attaccare di più Hamilton. Con i sè e con i ma non si va da nessuna parte, inutile rimuginare, anche perchè sono troppi. E se Kimi avesse lasciato strada prima a Seb, visto che la sua macchina sembrava avere più problemi dell’Insetto Scoppiettante di Wacky Races? Non sapremo mai come sarebbe andata a finire.

Hamilton vince, la Ferrari resta lì a tenere vivo un duello che ci accompagnerà fino a novembre, speriamo che Giovinazzi abbia un’altra chance e che l’esperienza insegni qualcosa. E poi, preghiera personale ma credo condivisa anche dal mitico Roby di “Bar Sport”, date una macchina decente ad Alonso: vederlo così fa male, a tutti. Pure a chi lo ha ridotto così. Ma chi è causa del suo mal, pianga sè stesso (ma date le origini, non faccia harakiri, sennò sarebbe una carneficina).

-Brux-