#TeLoDiceIannaccone : Sanremo 2017 – Terza serata

Il Prima festival, condotto da Federico Russo, continua ad usare uno standard video e di sceneggiatura adatto per YouTube ma inadatto alla televisione. Durante Sanremo start, gli RVM (brevi filmati di 30”) riguardanti le quattro nuove proposte sono scarni e non fanno capire nulla dell’artista in gara e inaspettato appare l’ingresso in scena di Maria De Filippi per annunciare insieme a Carlo Conti i cantanti che accedono alla fase finale di stasera.

L’inizio di Sanremo 2017, vede Conti e la De Filippi seduti sulla scalinata che collega la platea al palco e mi ricorda più Amici o C’è posta per te invece della 67° edizione del Festival della Canzone italiana. Ho trovato anche l’errore della regia affidata a Maurizio Pagnussat di inquadrare Conti dalla camera che non stava guardando mentre introduceva Il piccolo coro dell’Antoniano. Molto bella l’apertura del Festival con l’esibizione iniziale del coro bolognese composto da 53 bambini diretti dalla maestra Simona Simoni. Spesso la regia tende a dissolvere sequenze di immagini in maniera troppo schematica e ripetitiva prima del cambio di inquadratura.

Carlo Conti e Maria De Filippi variano lo stile di presentazione rispetto alle prime due serate, infatti si alternano nella presentazione dei campioni in gare con le cover. Originale come sempre la copertina di Maurizio Crozza che viene molto applaudita sia dal teatro che dalle sale stampa. Alle 23.45 inizia a cantare il 14° artista in gara per le cover, la serata sembra non finire mai.

Dopo il primo piano di Nesli e le sue orecchie a sventola, un bel primo piano delle orecchie pelose di Alessio Bernabei non poteva mancare.

Notevole successo per Luca e Paolo con la loro satira pungente sulle polemiche del Festival e sugli eventi delle serate precedenti: verso il finale del monologo è stata coinvolta anche la De Filippi. Cosa insolita visto che solitamente con i comici è sempre comparso solo Conti.

Maria De Filippi risulta essere sempre più padrone del Festival.

[Andrea Iannaccone]

#TeloDiceIannaccone : Sanremo 2017 – Seconda serata

 

La seconda serata di Sanremo 2017, inizia con Prima Festival un programma pieno di gag a mio avviso molto banali, tra finti giornalisti che formulano improbabili domande ai cantanti in gara e finte fan che cercano in tutti i modi di entrare nella camere d’albergo dei cantanti.

La fascia Sanremo Start è dedicata alla gara tra le prime quattro nuove proposte, in questa copertina manca Maria De Filippi, infatti presenta tutto Carlo Conti, personalmente avrei inserito la De Filippi anche in questa occasione perché fa comunque parte della 67° edizione festival della canzone italiana.

L’apertura della seconda serata inizia con lo spettacolo dell’artista internazionale Hara, al termine Conti e la De Filippi entrano in scena dalla platea con una gag simpatica ma troppo lunga e ispirata, come nella serata di ieri, a logiche comiche già viste e non adatte alla circostanza.

Il primo ospite è Francesco Totti che è stato introdotto da “Hearth of courange”, un po’ pretenziosa, in quanto è la sigla del programma televisivo Ulisse di Alberto Angela.

Esilarante è stata la scelta del regista Maurizio Pagnussat di scegliere il primo piano di Nesli prima della sua esibizione,  le orecchie a sventola si notavano molto, infatti dopo questa prima inquadratura la regia non ha più inserito il primo piano del cantante.

Astuta la strategia di Carlo quando per non sembrare piccolo in confronto all’artista Sergio Sylvestre, lo congeda stando distante in modo che per un effetto ottico i due sembravano alti uguali.

Maurizio Crozza con la sua copertina ha scatenato molte risate ed è stata molto apprezzata sia dal pubblico in teatro che nelle sale stampa, lo stesso per il siparietto che si è creato tra Totti, De Filippi e Conti dove i conduttori proponevano domande particolari al capitano della Roma, nessuno però poteva aspettarsi il bacio tra Maria De Filippi e Robbie Williams.

Molto bella e inaspettata l’interazione tra l’orchestra e Francesco Gabbani, spontanea stand innovation e applausi del pubblico e delle sale stampa per la splendida Giorgia.

Ottime le inquadrature su l’orchestra e sul pubblico durante le canzoni anche se spesso Maurizio Pagnussat tende ad utilizzare gli stessi cambi di camera con le stesse dinamiche di ripresa, nota stonata le inquadrature del backstage le trovo un po’ inutili e troppo statiche.

Molto simpatico il quadretto di Flavio Insinna, Enrico Brignano e Gabriele Cirilli e sembrano i padroni di casa quando scherzano con Carlo Conti, mi dispiace sia stata totalmente esclusa Maria De Filippi.

[Andrea Iannaccone]

 

#TeLoDiceIannaccone : Sanremo 2017 – Prima serata

Il giorno dopo la prima serata di “Sanremo 2017”, mentre tutte le testate giornalistiche cartacee e on-line, vi propongono analisi e contro analisi sulle canzoni presentate dai “campioni” in gara, io vi propongo le mie opinabili opinioni della prima puntata della 67° edizione del festival della canzone italiana dal punto di vista televisivo.

L’inizio è stato tra i più suggestivi ed emozionanti grazie al contributo audiovisivo contenente le canzoni delle sessantasei passate edizioni che pur non essendo state vincitrici, hanno riscontrato un grandissimo successo e che hanno scatenato cori sia all’interno del teatro che nelle sale stampa.

Il contributo audiovisivo sui protagonisti in gara, aveva una grafica e una sequenze di immagini molto bella, peccato che i cantanti apparivano sempre con uno sfondo bianco durante l’intervista e sarebbe stato preferibile intervistarli all’interno del teatro “Ariston” per poter dare un legame inteso tra contanti e la splendida scenografia.

Molto emozionante la preapertura “Mi sono innamorato di te” cantata da Tiziano Ferro seguita dal buio totale in teatro per poi passare alla progressiva accensione del palco mentre l’orchestra esegue l’apertura “Vedrai, vedrai”, entrambe dedicate a Luigi Tenco per il 50° anniversario della sua morte avvenuta durante “Sanremo 1967” creando un forte legame tra Tenco e il Festival di Sanremo, purtroppo il momento è stato spezzato dallo stacco musicale che ha introdotto Carlo Conti sul palco staccava troppo dall’atmosfera creata dall’apertura in memoria di Luigi Tenco, sarebbe potuto entrare dalle scale sul finire di “Vedrai, vedrai” senza stacco musicale.

Maria De Filippi più che fare una partecipazione, come da lei specificato durante “L’intervista” di Maurizio Costanzo andata in onda la settimana scorsa su Canale 5, sembra fare la conduttrice della 67° edizione e Carlo Conti sembra la “spalla”.

Ottima la regia di Maurizio Pagnussat e altrettanto bella la scenografia futurista di Riccardo Bocchini.

I siparietti tra Carlo Conti e Maria De Filippi, sembrano ispirati allo stile di conduzione di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, che hanno condotto le edizioni 2013 e 2014.

[Andrea Iannaccone]

Al via il Festival di Sanremo 2017

Il buio è già sceso e ormai siamo tutti pronti alla prima serata del 67° Festival di Sanremo.
Ancora poche ore e, finalmente, vedremo come se la caveranno Carlo Conti e Maria De Filippi sul palco dell’Ariston, coppia stravagante ma dalle grandi aspettative.

Probabilmente saprete già tutto sul Festival di Sanremo ma, nel caso foste stati disattenti vi daremo noi le informazioni più salienti.

I big in gara, che ora si chiamano campioni, (attenzione a non sbagliare), sono 22: si passa da mostri sacri come Albano e Fiorella Mannoia ai partecipanti dei talent come Elodie  e Sergio Sylvestre. In mezzo ci sono il neo melodico Gigi D’Alessio, la novembrina Giusy Ferreri, la televisiva Lodovica Comello e tutto il meglio della musica italiana.

Le nuove proposte sono 8 e si sfideranno nelle serate di mercoledì e di giovedì per poi avere il vincitore della categoria nella serata di venerdì.

Moltissimi gli ospiti: Robbie Williams, Biffy Clyro, LP, Robin Schultz, Mika, Alvaro Soler, Giorgia, Zucchero, Keanu Reeves, Sveva Alviti, Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Diana del Bufalo, Brignano, Cirilli, Luca e Paolo e tanti altri.

La prima serata del Festival di Sanremo

Finite le informazioni generali passiamo a quelle della prima serata del Festival. Si sfideranno i primi 11 big… Ops, i primi 11 campioni. Potremmo dirvi chi sono, ma meglio lasciarvi la sorpresa.

Gli ospiti ve li diciamo: Richy Martin che con la sua “Maria” ha fatto ballare tutto il mondo, i Clean Bandit, Tiziano Ferro e Carmen Consoli, Paola Cortellesi e Antonio Albanese, Raul Bova e Rocio, Diletta Leotta, Marco Cusin e Valentina Diouf.

Gli ospiti ci faranno ballare e divertire ma a pensare e a ridere con la sua satira ci penserà Maurizio Crozza che tutte le sere si collegherà con l’Ariston per alcune strisce comiche.

A domani con i nuovi aggiornamenti.

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Buon Festival di Sanremo a tutti.

 

Marta Cagnola a Retweet post #SaràSanremo e le scelte per #Sanremo17

Lunedì sera Carlo Conti durante Sarà Sanremo in onda su Rai Uno ha ufficializzato i 22 big scelti in gara per l’edizione di Sanremo 2017 e gli otto cantanti della sezione Nuove proposte, di seguito potete leggere il listone.

Marta Cagnola, giornalista e conduttrice radiofonica di Radio 24, già ospite la scorsa stagione a Retweet per parlare di Eurovision Song Contest, presente lunedì sera durante la trasmissione, ha dato in puntata a Retweet al nostro Lucio un’ampia visione sui 22 scelti nella Categoria Big, sui talent e i giovani della categoria Nuove Proposte.

Potete ascoltare qui il podcast dell’intervista a Marta Cagnola:

 

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il terzo giorno

Sanremo 2016 vola e si conferma grande: 10 milioni 748mila telespettatori (pari al 49.91% di share) hanno seguito la seconda serata del Festival della canzone italiana. Uno spettacolo davvero apprezzatissimo dal pubblico, sempre pronto ad interagire anche sui social network.

Sono felice e molto sorpreso dei risultati, ma al di là dei risultati sono convinto di aver fatto un grande spettacolo con tante sfaccettature diverse” ammette un Carlo Conti sempre più raggiante che aggiunge “Il perché di questi ascolti? Abbiamo un’alchimia e un feeling pazzesco, siamo una squadra che lavora, si impegna e sta bene insieme con tanto impegno e professionalità”.

Il direttore artistico del Festival ha raggiunto la sala stampa Lucio Dalla ricevendo un caloroso applauso dei giornalisti presenti  al Palafiori.

In precedenza,  il primo a presentarsi davanti ai microfoni dei cronisti delle radio e del web, era stato Michael Leonardi, nuova proposta accompagnata da Caterina Caselli. Il giovane artista di origine australiana ha così esordito: “Mi sento molto fortunato e non vedo l’ora di esibirmi sullo storico palco dell’Ariston. Al Festival vorrei portare il meglio di me stesso e riuscire a toccare l’anima del pubblico”.

Di Leonardi ha parlato anche la Caselli, leader della Sugar, la casa discografica che pubblica il brano Rinascerai: “Mi ha colpito la sua voce, è molto distintiva e importante. Michael è un compositore, scrive la musica ma anche il testo. Non sempre chi ha una voce così importante è anche compositore e ciò ci ha interessato particolarmente”.

Francesca Michielin, seconda artista giunta in sala stampa, ha destato un’ottima impressione: “Con Nessun grado di separazione vorrei lanciare un messaggio di speranza in un momento storico contraddistinto dalle tante divisioni. Perché ho deciso di chiamarla così? Il titolo riguarda la teoria della separazione, anche detta teoria del mondo piccolo, che spiega come tra me e la persona più distante al mondo, non ci siano più di 6 gradi di separazione. Quando facciamo determinate distinzioni, non ci rendiamo conto di essere tutti umani con speranze e sogni, il che ci rende più vicini di quanto non sembriamo”.

Nel primo pomeriggio è arrivato Enrico Ruggeri – in gara al Festival per la decima volta in carriera con Il primo amore non si scorda mai – che oggi, nella serata dedicata alle cover, si esibirà  cantando A Canzuncella (brano del 1977 degli Alunni del Sole, ndr): “Sarà una sfida cantare in napoletano, ma ho scelto questo pezzo perché rappresenta un melting pot di culture che mi piacerebbe arrivasse al pubblico. I miei punti di riferimento? David Bowie e Lou Reed sono stati i più significativi per la mia cultura. Il primo album che ho avuto è stato Ziggy Stardust: sono stato folgorato al primo ascolto”.

Soddisfatto per l’accesso alla finale delle nuove proposte, Ermal Meta (che torna a Sanremo dopo che nel 2010 si esibì nel duo La fame di Camilla) canta Odio le favole: Non ci si può abituare all’emozione che ti impone il palco dell’Ariston, che porta tante cose buone, ma anche tanta tensione. Le mie origini albanesi? Sono radici molto profonde e lontane. Sento che i miei rami sono illuminati dal sole italiano e che le mie radici si nutrono del sale dell’Albania”. (È possibile ascoltare la nostra intervista a Ermal Meta sul canale youtube di Campuswave Radio)

Sempre più amata, Arisa si conferma a pieno titolo un personaggio da Festival: “Ogni anno qui ci si ritrova, come in una famiglia. Sono felice di poter tornare su questo palco da cantante dopo la vittoria del 2014 e la parentesi dell’anno scorso come valletta. Quando canto è tutto molto diverso rispetto all’essere sul palco in un altro modo, apro le stanze della mia anima”. E a chi critica il suo abbigliamento della prima serata risponde: “Il look l’abbiamo scelto insieme al mio stylist, cercando di fare una cosa che mi assomigliasse. Non è piaciuto? Ricordate che il vestito non è così importante, ci soffermiamo troppo su queste cose”.

Infine, Dolcenera dimostra un particolare attaccamento a Ora o mai più:  “Un brano a cui tengo come se fosse mio figlio”. La cantautrice salentina, che da anni vive a Firenze, ha inoltre aggiunto: “Vederlo in zona eliminazione mi fa sentire come una mamma legata che vede picchiare suo figlio. È un brano nato in maniera scorrevole, arrivato da dentro,  senza essere costruito. La serata delle cover? Stasera canterò Amore Disperato di Nada in una versione dubstep che forse non sarà compresa immediatamente:  ascoltandola vi aspetterete che il pezzo possa esplodere, in realtà imploderà sorprendendovi ”.

 

Roberto Vassallo

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il secondo giorno

Undici milioni 134mila spettatori, con uno share del 49,48 %: è questo il risultato degli ascolti della prima serata del Festival della Musica Italiana 2016. Un successo supportato anche dalle migliaia di interazioni targate Sanremo presenti sui social network  (555 mila solo su Twitter tra le 20.00 e le 02.00). L’eco del risultato positivo è giunto anche tra le mura della sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori dove, attraverso gli schermi che trasmettevano la conferenza stampa direttamente dall’Ariston Roof,  l’entusiasmo dell’entourage Rai è apparso ben nitido.

Carlo Conti, leader indiscusso della kermesse sanremese, mantiene comunque i piedi per terra: “Sono felice per questo risultato, ma bisogna arrivare fino a sabato. Certo è meglio pedalare con il sorriso sulle labbra, ma bisogna sempre pedalare“.

Applausi anche per Virginia Raffaele, protagonista nel corso della prima serata di una riuscitissima imitazione di Sabrina Ferilli: “Dopo tre ore e mezza di trucco, questa mattina mi son sentita tutta incartapecorita: sembravo una rana! Sabrina mi ha mandato un sms per complimentarsi ”.

Promossa anche l’altra valletta Madalina Ghenea, mentre Gabriel Garko è apparso piuttosto in difficoltà sul palco del teatro Ariston: “Sì, ero impacciato e scusatemi se mi ricapiterà” – ha confidato l’attore di origine torinese – “L’emozione mi ha giocato un brutto scherzo”.

Nel pomeriggio Valerio Scanu, vincitore dell’edizione del 2010 che torna al Festival con il brano Finalmente Piove, si è presentato ai giornalisti della Lucio Dalla: “L’ansia c’è sempre, nonostante sia già stato qui. Mi dicono tutti, soprattutto i miei colleghi veterani, che questa ansia non passerà mai, nemmeno alle sesta o settima edizione. Come contenerla? Cercherò di pensare solo alla musica e a quello che sto cantando”.

Dopo Scanu ha parlato Miele, una delle nuove proposte in gara: “Qui a Sanremo mi sento Confusa e felice come la canzone della mia artista preferita (Carmen Consoli, ndr). Nel brano descrivo la mia storia musicale e il mio trasferimento dalla Sicilia a Milano, alla ricerca della mia identità artistica. A 22 anni ho cambiato città vivendo un’importante crescita personale, da ragazza a donna. Quanto c’è dell’essere siciliana nella mia musica? Della mia terra porto la melodia e nelle mie canzoni si sente ”.

La nuova versione dei Dear Jack, con Leiner nuova voce al posto di Alessio Bernabei, ha esordito ieri sera in gara senza entusiasmare più di tanto. Nonostante ciò la band è apparsa tranquilla: “Siamo soddisfattissimi per quello che abbiamo fatto. Facciamo i complimenti al nostro nuovo cantante che ha trasmesso a tutti, in primis a noi, una grande emozione” parola di Lorenzo, uno dei ragazzi usciti dal talent Amici. Entusiasta Leiner, cantante classe ’97, al debutto assoluto al Festival: “Ogni giorno mi sveglio sempre più felice della scelta che ho compiuto entrando in questa band, dove sono stato accolto nel migliore dei modi. Siamo un gruppo , la cosa importante è stare sempre assieme. Ieri sera l’esperienza dei miei compagni mi ha aiutato tanto nei momenti in cui mi sentivo in difficoltà a tenere i loro ritmi”.

Tra le nuove proposte attenzione a Cecile, in gara con il brano N.E.G.R.A. Con i puntini sembra una parola più leggera. Un acronimo che rappresenta la verità, come i draghi che ho dovuto sconfiggere nella mia vita. Non mi lamento perché ho avuto una famiglia importante che mi ha aiutato. Ho avuto molti problemi legati al bullismo, li ho sconfitti circondandomi di persone che mi hanno aiutato a star bene. In questo la musica mi ha molto aiutato: alle scuole medie ho cominciato a suonare il violino, è stata una salvezza. Sono qui per lanciare un messaggio che sia anche buono e non solo provocatorio,  parlo di ogni genere di discriminazione riferendomi a chi viene etichettato con la frase: tu sei diverso ”.

Travolgente proprio come nell’esibizione andata in scena nel corso della prima serata, Rocco Hunt dimostra di aver già conquistato il pubblico con la sua Wake Up, un pezzo che non manca di denunciare le crepe della società di oggi: “Il mio pezzo può cambiare qualcosa? Una canzone non può cambiare le cose, ma può risvegliare l’animo da combattente in una persona. Con il mio brano non cambierò l’Italia, ma i miei fan, che vanno dai bambini ai meno giovani, capiranno il messaggio. Una canzone può far risvegliare le coscienze”. Il giovane rapper napoletano si è espresso anche sulla fuga dal proprio paese per motivi di lavoro: “Ho provato sulla mia pelle cosa si provi ad andare via di casa e questo mi fa riflettere. Si parla di fuga di cervelli e in Italia ci parlano di futuro, nonostante nel frattempo crollino le autostrade. Abbiamo il più grande patrimonio culturale del mondo: l’investimento migliore che potremmo fare sarebbe quello di sviluppare la nostra cultura. Nella serata dedicata alle cover canterò Tu vo fa l’americano con l’intento di chiedere perché fare gli americani, quando gli americani vorrebbero essere noi?”.

Le nuove proposte Francesco Gabbani, Irama e Chiara Dello Iacovo hanno chiuso la maratona delle conferenze stampa al Palafiori.

Francesco Gabbani, al Festival con Amen, ha confidato cosa significhi per lui arrivare al Festival di Sanremo: “È un grande traguardo, ma faccio musica da 12 anni. Ho fatto altri dischi, prima con i Trikobalto e poi da solo. Eternamente ora,  l’album che uscirà venerdì, arriva dopo un periodo di rivalutazione di me stesso in cui ho iniziato a fare musica in maniera più viscerale, senza pensare ai risultati commerciali”.

Irama, che canterà la sua Cosa resterà si definisce: “Un ibrido tra cantautorato, rap e pop. Sono cresciuto con i cantautori italiani, ma crescendo mi sono avvicinato alla cultura underground e ascolto da sempre artisti pop italiani”.

Infine Chiara Dello Iacovo confessa che: “Introverso  è stata scritta prima delle finali di The Voice, in un momento di rabbia. Nei talent c’è molta ipocrisia e tantissimi tempi morti, nonostante in tv sembra che accada di tutto”. Personalmente però si definisce una persona felice e, citando Epicuro, descrive la propria felicità come un piacere catastematico (l piacere durevole, che consta della capacità di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l’ultimo, ndr).

 

Roberto Vassallo

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il primo giorno

Pronti, partenza, via! Ritorna il Festival della Canzone Italiana e ritorna anche il racconto della kermesse sanremese da parte di Campuswave Radio. Direttamente dalla sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori, ogni giorno sulle pagine del nostro sito tutto il meglio delle conferenze stampa dei protagonisti.

Elio e le Storie Tese e Patty Pravo hanno aperto il valzer delle dichiarazioni del Festival 2016, nel mezzo ha parlato anche il direttore artistico, nonché presentatore della kermesse, Carlo Conti in compagnia dei protagonisti del Dopofestival (Nicola Savino, Max Giusti e la Gialappa’s band) e del direttore di RaiUno Giancarlo Leone.

Elio e le Storie Tese (in video collegamento dall’Ariston Roof , la sala stampa riservata alle testate cartacee) sono apparsi in gran forma, con il consueto bagaglio di simpatia travolgente:

“Il nostro pezzo Vincere l’odio sintetizza la nostra carriera, siamo sempre stati a favore dell’amore e contro l’odio. Non siamo qui per puntare al podio o al primo posto, vogliamo essere eliminati e poi ripescati! Solo così si vive in maniera entusiasmante ed intensa il cammino al Festival. Come band siamo degli sperimentatori, degli abbattitori di muri: ad esempio siamo stati i primi a parlare a Sanremo di “femminiello” (in tempi ben lontani dall’attualità, ndr)”.

Sul palco assieme a Elio e agli altri componenti del gruppo, non ci sarà Rocco Tanica che ha dichiarato: “A settembre 2015 ho preso l’impegno con la RAI per ripetere l’ironica rassegna stampa come nella passata edizione. Solo dopo questo accordo, abbiamo presentato la canzone che è stata accettata in gara. Ho ritenuto che fosse più coerente rispettare l’impegno preso in precedenza per cui non mi esibirò sul palco dell’Ariston con i miei compagni”.

Sempre attraverso i microfoni dell’Ariston Roof, Carlo Conti ha anticipato qualche chicca in programma nella serata d’apertura: “Inizieremo con una clip dedicata ai vincitori delle passate edizioni, un tuffo nel passato che mai nessuno ha fatto. Dopodiché un omaggio musicale a David Bowie precederà l’ingresso dei cantanti: il primo ad esibirsi sarà Lorenzo Fragola”.

La sessantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana segna anche il ritorno ufficiale del Dopofestival: “Sarà un confronto tra giornalisti e cantanti, sullo stile delle interviste post partita” così l’ha definito Nicola Savino che condurrà l’approfondimento post kermesse in compagnia di Max Giusti e della Gialappa’s band.

Giancarlo Leone, direttore di Rai Uno, incalzato sulla presenza di Gabriel Garko (personaggio legato a Mediaset, storica concorrente della Rai) ha tenuto a precisare: “Il Festival è di tutti e come tale ha sempre attinto dalla concorrenza. In passato è successo, ad esempio, con Maria De Filippi, con Paolo Bonolis e altri personaggi ”.

Il compito di chiudere la prima giornata di conferenze stampa è toccato a Patty Pravo, giunta personalmente al Palafiori: “Sono concentrata su Eccomi, il disco che uscirà il 12 febbraio. Come si resta ai vertici per tanto tempo? Si lavora, la cosa che più amo è stare sul palcoscenico, non ho nessun segreto particolare, sono così di mio. In questi 50 anni non mi sono fatta mancare niente, ho fatto tutti i generi musicali dal beat alle canzoni d’autori francesi, passando per il rock e l’heavy metal: adesso vedremo cosa succederà. Chi apprezzo delle altre cantanti in gara? Mi piacciono molto Arisa e Noemi, non sono della mia generazione ma mi sento come loro. Io icona gay da tempo? Sono a favore delle unioni civili, ma non mescolerei questi argomenti con le canzoni”.

 

Roberto Vassallo

Sanremo 2015, il Festival visto dalla sala stampa: l’ultimo giorno

Quarto appuntamento e quarto grandissimo successo per il Festival targato Carlo Conti che si afferma ancora una volta come leader degli ascolti televisivi con il 47,81% di share. Nella serata in cui Giovanni Caccamo ha stravinto è definitivamente sbocciato l’amore tra il sottoscritto (o the underwritten come preferirebbe il Cigno) e i Kutso, la band classificatasi in seconda posizione tra le nuove proposte.
A proposito di nuove proposte, il livello di tutta la categoria è stato altissimo e se per Caccamo e per i Kutso parla la classifica, bisogna doverosamente elogiare anche gli altri sei nuovi prospetti che hanno calcato il palco dell’Ariston.

Menzione d’onore per Enrico Nigiotti: ricordatevi bene la sua Qualcosa da decidere perché potrebbe essere il vero grande tormentone radiofonico del futuro prossimo. Impossibile ascoltarla e non provare a canticchiarla poco dopo, il ritmo è travolgente e il testo facile da imparare. Bravo Enrico!

Applausi anche per Chanty. Una voce ipnotica (copyright di Matteo Faccio) che sulle note di Ritornerai, un pezzo dal tema complicato e profondo, ha emozionato tutti. L’eliminazione precoce dalla gara non rende giustizia al talento della nostra concittadina ma senza ombra di dubbio siamo sicuri che il suo futuro sarà più che roseo.

Anche la brava, bella e simpatica Amara ci ha conquistato. Dopo anni di delusioni è finalmente arrivata la tanto sospirata vetrina sanremese anche per lei, un meritatissimo premio alla sua costanza esemplare. E poi signori permettetemi di farle i complimenti per l’eleganza e la gentilezza esibite durante l’intera durata del Festival, chapeau! E la sciarpa in testa come la indossa lei è una chicca…

Da rivedere Serena Brancale, Rakele e il giovanissimo Kaligola. Le esibizioni non permettono un giudizio completo per cui auguriamo loro un grande in bocca al lupo unito alla speranza di poterli ritrovare al più presto in scena.

Tornando alla stretta attualità della sala stampa oggi scena interamente dedicata ai Dear Jack che appena arrivati hanno omaggiato l’intera platea con il loro nuovo disco. Un’ondata di ragazzine impazzite per i talenti (?) usciti da Amici ha letteralmente preso d’assalto le porte d’ingresso sorvegliate a fatica dagli addetti alla sicurezza. Per rendere l’idea di quello a cui abbiamo assistito oggi vi invito a guardare il prossimo episodio del docufestival prodotto dal nostro Andrea De Sotgiu, anticipandovi solamente che ho provato a passare in mezzo all’esercito di ragazzine con in mano alcune copie del cd.

Purtroppo questo sarà l’ultimo articolo che scriverò per il Festival, il mio primo Sanremo. Un’esperienza indimenticabile, vissuta a tremila all’ora. Grazie a tutto il team di Campuswave Radio per la compagnia e grazie anche a tutti i colleghi della sala stampa Lucio Dalla che con me hanno condiviso questa avventura.
Grazie Sanremo, speriamo di ritrovarci anche il prossimo anno.

Roberto Vassallo

 

 

Sanremo 2015, il Festival visto dalla sala stampa: giorno 4

Sarà ricordato come uno dei Festival più seguiti di sempre. La terza serata di Sanremo 2015 centra il 49,50% di share, record assoluto per questa edizione che probabilmente sarà superato solamente il giorno della finalissima.
Soddisfazione evidente per gli organizzatori anche se la stanchezza e lo stress cominciano a manifestarsi come è successo quest’oggi al Palafiori: scintille immediatamente sedate tra il responsabile dell’Ufficio Stampa Rai Antonio Manzi e alcuni operatori del mondo radiofonico.
Ma fortunatamente alla Lucio Dalla oggi si è parlato anche di musica grazie agli artisti che si sono concessi ai microfoni.

Apertura di giornata affidata ad Anna Tatangelo: “Negli ultimi anni si è quasi più parlato della mia vita privata che di quella professionale e se dopo dieci anni di gossip in Italia ne parliamo ancora credo ci si debba preoccupare. Libera è una canzone che mi rappresenta poiché è priva di pregiudizi e preconcetti e questo Festival è “normale”, come doveva già essere ai tempi di Baudo”. E a chi la vedrebbe bene alla conduzione della kermesse la sig.ra D’Alessio risponde: “Magari, mi prenoto per l’edizione dell’anno prossimo”.

“Non siamo tre tenori, basta chiamarci così. Siamo due tenori e un baritono”. Parole e musica dei ragazzi del Volo che aggiungono “Siamo tre anime differenti, tre emozioni diverse unite in una sola voce. Noi funzioniamo perché stiamo bene insieme”. E in chiusura una tirata d’orecchio all’universo musicale italiano: “Qui in Italia non sappiamo valorizzare i nostri talenti mentre all’estero ci amano”. Modesti…

Ritornato sul palco dell’Ariston dopo diciotto anni Nek, fresco vincitore della serata dedicata alle cover, commuove la sala stampa citando la sua canzone: “Biologicamente e spiritualmente noi siamo fatti per amare”. E temprato da esperienze forti quali la nascita della figlia e la morte del padre ammette che questo è il disco della consapevolezza “Ma non fatemi maturo a tutti i costi, diciamo che prima ero un ragazzino e ora sono un dilf”.

Splendida e splendente Annalisa esalta la sua Liguria: “Ci sono persone che si sentono a casa ovunque e altre che si sentono tali solo quando sono davvero a casa loro, io appartengo alla seconda specie”. Anche a lei tocca la domanda su un eventuale futuro da valletta: “Non so se lo farei ma trovo che le mie colleghe attualmente impegnate in questo ruolo inusuale  siano brave e divertenti”.

Gianluca Grignani dedica Sogni infranti agli italiani che vivono una situazione difficile: “Una delle canzoni più belle che abbia mai scritto e che si pone l’obiettivo di andare oltre al palco, oltre al Festival e arrivare alla gente”. E sul paragone con Vasco Rossi dice: “Lui è inarrivabile e io sto prendendo un’altra direzione. Ciò non toglie che un giorno mi piacerebbe collaborare con lui”. Un pensiero anche per Papa Francesco “Anche se non vado in chiesa lui mi ha colpito molto perché parla direttamente alla gente”.

Felice di essere nella città dei fiori Marco Masini ripercorre la sua carriera sanremese: “ La prima volta qui mi ha cambiato la vita poi è arrivata la consacrazione grazie a Perché lo fai. Nel 2000 sono arrivato penultimo e nel 2004 ho vinto. Ho avuto momenti di salita e di discesa in cui ho nuotato a bocca chiusa per restare a galla”. E per chiudere: “Non rifarei i Festival del 2005 e del 2009”.

L’ultima parola al Palafiori è affidata ad uno dei principali artisti della musica italiana Enrico Ruggeri, ospite della serata finale con un omaggio a tre grandissimi come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. “Non sarà una canzone lugubre ma sorridente. Si parlerà di Gaber e Jannacci che accolgono Faletti tra loro con sorriso e sarcasmo. Ho pensato di presentarla ma non avrei fatto in tempo e comunque essendo stata ascoltata in anteprima da Carlo Conti ho ritenuto che non fosse adatta ad andare in gara”.

Roberto Vassallo