#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il terzo giorno

Sanremo 2016 vola e si conferma grande: 10 milioni 748mila telespettatori (pari al 49.91% di share) hanno seguito la seconda serata del Festival della canzone italiana. Uno spettacolo davvero apprezzatissimo dal pubblico, sempre pronto ad interagire anche sui social network.

Sono felice e molto sorpreso dei risultati, ma al di là dei risultati sono convinto di aver fatto un grande spettacolo con tante sfaccettature diverse” ammette un Carlo Conti sempre più raggiante che aggiunge “Il perché di questi ascolti? Abbiamo un’alchimia e un feeling pazzesco, siamo una squadra che lavora, si impegna e sta bene insieme con tanto impegno e professionalità”.

Il direttore artistico del Festival ha raggiunto la sala stampa Lucio Dalla ricevendo un caloroso applauso dei giornalisti presenti  al Palafiori.

In precedenza,  il primo a presentarsi davanti ai microfoni dei cronisti delle radio e del web, era stato Michael Leonardi, nuova proposta accompagnata da Caterina Caselli. Il giovane artista di origine australiana ha così esordito: “Mi sento molto fortunato e non vedo l’ora di esibirmi sullo storico palco dell’Ariston. Al Festival vorrei portare il meglio di me stesso e riuscire a toccare l’anima del pubblico”.

Di Leonardi ha parlato anche la Caselli, leader della Sugar, la casa discografica che pubblica il brano Rinascerai: “Mi ha colpito la sua voce, è molto distintiva e importante. Michael è un compositore, scrive la musica ma anche il testo. Non sempre chi ha una voce così importante è anche compositore e ciò ci ha interessato particolarmente”.

Francesca Michielin, seconda artista giunta in sala stampa, ha destato un’ottima impressione: “Con Nessun grado di separazione vorrei lanciare un messaggio di speranza in un momento storico contraddistinto dalle tante divisioni. Perché ho deciso di chiamarla così? Il titolo riguarda la teoria della separazione, anche detta teoria del mondo piccolo, che spiega come tra me e la persona più distante al mondo, non ci siano più di 6 gradi di separazione. Quando facciamo determinate distinzioni, non ci rendiamo conto di essere tutti umani con speranze e sogni, il che ci rende più vicini di quanto non sembriamo”.

Nel primo pomeriggio è arrivato Enrico Ruggeri – in gara al Festival per la decima volta in carriera con Il primo amore non si scorda mai – che oggi, nella serata dedicata alle cover, si esibirà  cantando A Canzuncella (brano del 1977 degli Alunni del Sole, ndr): “Sarà una sfida cantare in napoletano, ma ho scelto questo pezzo perché rappresenta un melting pot di culture che mi piacerebbe arrivasse al pubblico. I miei punti di riferimento? David Bowie e Lou Reed sono stati i più significativi per la mia cultura. Il primo album che ho avuto è stato Ziggy Stardust: sono stato folgorato al primo ascolto”.

Soddisfatto per l’accesso alla finale delle nuove proposte, Ermal Meta (che torna a Sanremo dopo che nel 2010 si esibì nel duo La fame di Camilla) canta Odio le favole: Non ci si può abituare all’emozione che ti impone il palco dell’Ariston, che porta tante cose buone, ma anche tanta tensione. Le mie origini albanesi? Sono radici molto profonde e lontane. Sento che i miei rami sono illuminati dal sole italiano e che le mie radici si nutrono del sale dell’Albania”. (È possibile ascoltare la nostra intervista a Ermal Meta sul canale youtube di Campuswave Radio)

Sempre più amata, Arisa si conferma a pieno titolo un personaggio da Festival: “Ogni anno qui ci si ritrova, come in una famiglia. Sono felice di poter tornare su questo palco da cantante dopo la vittoria del 2014 e la parentesi dell’anno scorso come valletta. Quando canto è tutto molto diverso rispetto all’essere sul palco in un altro modo, apro le stanze della mia anima”. E a chi critica il suo abbigliamento della prima serata risponde: “Il look l’abbiamo scelto insieme al mio stylist, cercando di fare una cosa che mi assomigliasse. Non è piaciuto? Ricordate che il vestito non è così importante, ci soffermiamo troppo su queste cose”.

Infine, Dolcenera dimostra un particolare attaccamento a Ora o mai più:  “Un brano a cui tengo come se fosse mio figlio”. La cantautrice salentina, che da anni vive a Firenze, ha inoltre aggiunto: “Vederlo in zona eliminazione mi fa sentire come una mamma legata che vede picchiare suo figlio. È un brano nato in maniera scorrevole, arrivato da dentro,  senza essere costruito. La serata delle cover? Stasera canterò Amore Disperato di Nada in una versione dubstep che forse non sarà compresa immediatamente:  ascoltandola vi aspetterete che il pezzo possa esplodere, in realtà imploderà sorprendendovi ”.

 

Roberto Vassallo