#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il secondo giorno

Undici milioni 134mila spettatori, con uno share del 49,48 %: è questo il risultato degli ascolti della prima serata del Festival della Musica Italiana 2016. Un successo supportato anche dalle migliaia di interazioni targate Sanremo presenti sui social network  (555 mila solo su Twitter tra le 20.00 e le 02.00). L’eco del risultato positivo è giunto anche tra le mura della sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori dove, attraverso gli schermi che trasmettevano la conferenza stampa direttamente dall’Ariston Roof,  l’entusiasmo dell’entourage Rai è apparso ben nitido.

Carlo Conti, leader indiscusso della kermesse sanremese, mantiene comunque i piedi per terra: “Sono felice per questo risultato, ma bisogna arrivare fino a sabato. Certo è meglio pedalare con il sorriso sulle labbra, ma bisogna sempre pedalare“.

Applausi anche per Virginia Raffaele, protagonista nel corso della prima serata di una riuscitissima imitazione di Sabrina Ferilli: “Dopo tre ore e mezza di trucco, questa mattina mi son sentita tutta incartapecorita: sembravo una rana! Sabrina mi ha mandato un sms per complimentarsi ”.

Promossa anche l’altra valletta Madalina Ghenea, mentre Gabriel Garko è apparso piuttosto in difficoltà sul palco del teatro Ariston: “Sì, ero impacciato e scusatemi se mi ricapiterà” – ha confidato l’attore di origine torinese – “L’emozione mi ha giocato un brutto scherzo”.

Nel pomeriggio Valerio Scanu, vincitore dell’edizione del 2010 che torna al Festival con il brano Finalmente Piove, si è presentato ai giornalisti della Lucio Dalla: “L’ansia c’è sempre, nonostante sia già stato qui. Mi dicono tutti, soprattutto i miei colleghi veterani, che questa ansia non passerà mai, nemmeno alle sesta o settima edizione. Come contenerla? Cercherò di pensare solo alla musica e a quello che sto cantando”.

Dopo Scanu ha parlato Miele, una delle nuove proposte in gara: “Qui a Sanremo mi sento Confusa e felice come la canzone della mia artista preferita (Carmen Consoli, ndr). Nel brano descrivo la mia storia musicale e il mio trasferimento dalla Sicilia a Milano, alla ricerca della mia identità artistica. A 22 anni ho cambiato città vivendo un’importante crescita personale, da ragazza a donna. Quanto c’è dell’essere siciliana nella mia musica? Della mia terra porto la melodia e nelle mie canzoni si sente ”.

La nuova versione dei Dear Jack, con Leiner nuova voce al posto di Alessio Bernabei, ha esordito ieri sera in gara senza entusiasmare più di tanto. Nonostante ciò la band è apparsa tranquilla: “Siamo soddisfattissimi per quello che abbiamo fatto. Facciamo i complimenti al nostro nuovo cantante che ha trasmesso a tutti, in primis a noi, una grande emozione” parola di Lorenzo, uno dei ragazzi usciti dal talent Amici. Entusiasta Leiner, cantante classe ’97, al debutto assoluto al Festival: “Ogni giorno mi sveglio sempre più felice della scelta che ho compiuto entrando in questa band, dove sono stato accolto nel migliore dei modi. Siamo un gruppo , la cosa importante è stare sempre assieme. Ieri sera l’esperienza dei miei compagni mi ha aiutato tanto nei momenti in cui mi sentivo in difficoltà a tenere i loro ritmi”.

Tra le nuove proposte attenzione a Cecile, in gara con il brano N.E.G.R.A. Con i puntini sembra una parola più leggera. Un acronimo che rappresenta la verità, come i draghi che ho dovuto sconfiggere nella mia vita. Non mi lamento perché ho avuto una famiglia importante che mi ha aiutato. Ho avuto molti problemi legati al bullismo, li ho sconfitti circondandomi di persone che mi hanno aiutato a star bene. In questo la musica mi ha molto aiutato: alle scuole medie ho cominciato a suonare il violino, è stata una salvezza. Sono qui per lanciare un messaggio che sia anche buono e non solo provocatorio,  parlo di ogni genere di discriminazione riferendomi a chi viene etichettato con la frase: tu sei diverso ”.

Travolgente proprio come nell’esibizione andata in scena nel corso della prima serata, Rocco Hunt dimostra di aver già conquistato il pubblico con la sua Wake Up, un pezzo che non manca di denunciare le crepe della società di oggi: “Il mio pezzo può cambiare qualcosa? Una canzone non può cambiare le cose, ma può risvegliare l’animo da combattente in una persona. Con il mio brano non cambierò l’Italia, ma i miei fan, che vanno dai bambini ai meno giovani, capiranno il messaggio. Una canzone può far risvegliare le coscienze”. Il giovane rapper napoletano si è espresso anche sulla fuga dal proprio paese per motivi di lavoro: “Ho provato sulla mia pelle cosa si provi ad andare via di casa e questo mi fa riflettere. Si parla di fuga di cervelli e in Italia ci parlano di futuro, nonostante nel frattempo crollino le autostrade. Abbiamo il più grande patrimonio culturale del mondo: l’investimento migliore che potremmo fare sarebbe quello di sviluppare la nostra cultura. Nella serata dedicata alle cover canterò Tu vo fa l’americano con l’intento di chiedere perché fare gli americani, quando gli americani vorrebbero essere noi?”.

Le nuove proposte Francesco Gabbani, Irama e Chiara Dello Iacovo hanno chiuso la maratona delle conferenze stampa al Palafiori.

Francesco Gabbani, al Festival con Amen, ha confidato cosa significhi per lui arrivare al Festival di Sanremo: “È un grande traguardo, ma faccio musica da 12 anni. Ho fatto altri dischi, prima con i Trikobalto e poi da solo. Eternamente ora,  l’album che uscirà venerdì, arriva dopo un periodo di rivalutazione di me stesso in cui ho iniziato a fare musica in maniera più viscerale, senza pensare ai risultati commerciali”.

Irama, che canterà la sua Cosa resterà si definisce: “Un ibrido tra cantautorato, rap e pop. Sono cresciuto con i cantautori italiani, ma crescendo mi sono avvicinato alla cultura underground e ascolto da sempre artisti pop italiani”.

Infine Chiara Dello Iacovo confessa che: “Introverso  è stata scritta prima delle finali di The Voice, in un momento di rabbia. Nei talent c’è molta ipocrisia e tantissimi tempi morti, nonostante in tv sembra che accada di tutto”. Personalmente però si definisce una persona felice e, citando Epicuro, descrive la propria felicità come un piacere catastematico (l piacere durevole, che consta della capacità di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l’ultimo, ndr).

 

Roberto Vassallo