Festival della Comunicazione 2018 – Per interposta persona

Avete presente i finestroni delle palestre scolastiche? Enormi, impossibili da spalancare, non granché puliti? Ok. Quando ci passa di mezzo il sole è un disastro: dentro l’aria si surriscalda a livello serra, potreste coltivarci le zucchine.

A Camogli, quando al mattino piove col sole, al pomeriggio non piove più. A Camogli, la press area è interamente ubicata nella palestra della scuola elementare. Uguale: siamo al caldo, un caldo torrido. Vi avevamo fatto presente, ieri, che qui nel Golfo settembre si crede agosto. E se la prima reazione è stata “Che bellezza”, la seconda non può che essere “Mannaggia a lui”.

Oggi pomeriggio, la firma di questi articoletti – vergogna svelata: sono Matteo Faccio – è stata segregata in palestra a scrivere i medesimi et similia, spalla a spalla con gli addetti al montaggio video. Le informazioni seguenti, dunque, arrivano dai colleghi appena tornati dal tour delle conferenze.

Potrei fare come i romanzieri nei ringraziamenti e dire che eventuali meriti vanno riconosciuti ai collaboratori, mentre per gli errori la colpa è solo mia. Già, potrei.

Gli incontri sono di nuovo tanti, tantissimi, quasi troppi. È forte il rischio sovrapposizione, ma lo affrontiamo a testa alta. Leitmotiv del pomeriggio: i valori dell’educazione e del buon senso, della pacatezza, della consapevolezza.

Marco Massarotto inquadra i leader digitali: i politici nazionali e internazionali sui social network. Gli amministratori di oggi comunicano in prima battuta: lo fanno addirittura più dei quotidiani, dati alla mano, e forse di questi non hanno più né bisogno né alcun timore reverenziale.

Passano per le terrazze Sergio Solero, President and CEO di BMW Italia, e Mario Calabresi, direttore di Repubblica, che svaria da temi frivoli (le recentissime polemiche tra Selvaggia Lucarelli e alcune fan dei Ferragnez) a ricordi intimi e dolorosi, col processo per l’assassinio di suo padre. Ancora in termini di giustezza dei toni e confronto civile.

Pif intavola una bella chiacchierata con Devid Parenzo e Silvia Truzzi, a presentazione della fatica letteraria di quest’ultima, Fai piano quando torni. Poi si cambia registro, sempre col sorriso, e ci si butta sulla politica.

Rivelazioni scomode dell’ex Testimone. Teme di potersi trovare, una sera qualunque, a cenare allo stesso tavolo di Silvio Berlusconi: potrebbe stargli troppo simpatico, il Cavaliere. Non gli è dispiaciuta – umanamente parlando – neppure Giorgia Meloni, durante le riprese de Il candidato va alle elezioni. E pensare che ha un compagno di sinistra (dunque compagno a tutti gli effetti).

Proprio per saggiare la tenuta delle coppie bipartisan, c’è spazio per il giretto tra il pubblico e qualche intervista. Alla sua maniera, insomma.

Prima di cena Pardo & Cazzullo, il Gatto e la Volpe, presentano Lo stretto necessario, romanzo d’esordio del primo. “La cosa migliore che abbia fatto in carriera”, ci ha confidato. In serata in cartellone Serra (Michele, non quella dove potreste coltivare le zucchine) e De Carlo, che con buon diritto parlerà di “scrittori in ostaggio”. Esattamente come mi sento adesso. In ostaggio, eh, mica scrittore.

Tante belle cose.