La mia playlist ‘nostalgicola’ #parte2

La mia avventura nella musica anni 2000 continua: l’elenco di canzoni stilate nel post di ieri rappresentano solo una piccola parte e probabilmente anche quelle di oggi non basteranno a rendere gloria a quegli anni.

Il mood, comunque, rimane quello di una ragazzina dodicenne che da una parte rimane attaccata alle mode lanciate dalla radio e dalla televisione, ma dall’altra vuole trovare una propria identità musicale e crearsi il proprio archivio personale.

Farò così, nell’elenco che segue alternerò una canzone dettata dal momento e una canzone che invece appartiene alla mia scoperta.

Come dimenticare il tormentone intramontabile dei The Calling e la loro ‘Wherever You Will Go’? In una parola: impossibile. Ci sono ancora radio che trasmettono musica 90-2000 che ci sono sotto. Il filo conduttore di queste canzoncine che ti entrano nel cervello senza più uscire era quello di associare ad un testo più o meno drammatico, un video struggente e pieno di rallenty: come ci piaceva.

Il mio percorso tra la musica iniziava a delinearsi e io, grazie ai primi beat R&B ascoltati per caso in qualche vecchia canzone alla radio o tra i dischi di mio padre, ricercavo questo stile facendo zapping alla tv e tra i cd del negozio di musica sotto casa. Ritmo che ho cominciato a scovare nelle Destiny’s Child e la loro ‘Say My Name’. Anno 1999. Ricordo il video musicale come una sigla di Sailor Moon, con le stanze colorate: Beyoncé arancione, Kelly Rowland blu e Michelle Williams bianca.

 

 

 

Tornando ai tormentoni: un piccolo passo nel 2003 e troviamo gli Hoobastank con ‘The Reason’. La formula è sempre quella: testo carino, storia struggente e video drammaticissimo, da piangere. Era quello che ci fregava. Scommetto che se passasse in radio, vedreste subito il cantante dagli occhi a mandorla…. Anno 2003.

Bene, ora è tutto più chiaro: adoro il sound R&B americano e mi sto anche un po’ invaghendo del funky. E questa canzone, presente in ogni mio cd masterizzato (malissimo) con Windows Media Player, lo dimostra. Ancora oggi faccio fatica a tenere il culo fermo. Mario - ‘Let Me Love You’, anno 2004.

 

 

Trucco nero, gente che poga, video senza un’apparente storia alle spalle: qui siamo nella rivoluzione più totale. I The Rasmus avevano capito tutto: c’era bisogno di un po’ di misticismo a mo’ de Linkin Park. Quando uscì ‘In The Shadows’ nel 2003, ne eravamo già tutti pazzi. E non passò neanche troppo tempo prima che le pubblicità ne abusassero per promuovere grandi e potenti auto. Probabilmente molti di voi la associano a qualche suv o assicurazione automobilistica.

Anno 2002: io sono sempre più una spugna davanti alla tv quando esce ‘Dilemma’ di Nelly ft. Kelly Rowland. Che pezzo incredibile. Ancora oggi quel ‘Ohhu’ di sottofondo non smette di risuonarmi in testa non appena viene nominata la parola dilemma. #chedilemma.

Non c’è altra descrizione per questa canzone: una bomba. In quegli anni vinse tutto:

- Grammy Award alla registrazione dell’anno, 2003

- Nickelodeon Kids’ Choice Award alla canzone preferita, 2003

- Soul Train Music Awards - The Micheal Jackson Award for Best R&B/Soul or Rap Music Video, 2003

- BET Award alla miglior collaborazione, 2003

- MTV Video Music Award al miglior video R&B, 2003

- Billboard Music Award per la categoria Top Hot 100 Song, 2002

- Echo Award al miglior singolo dell’anno internazionale, 2003

- Billboard Music Award per la categoria Rap Track of the Year, 2002

- Billboard Music Award per la categoria Hot 100 Airplay Single of the Year, 2002

(Fonte: Wikipedia)

 

 
 
 
I tormentoni continuano a farsi sentire e, senza neanche farlo apposta, sembra che in questi anni ce ne siano davvero tanti sul genere alternativo. I primi anni 2000 rimangono un periodo importante per il debutto degli Evanescence, e la loro ‘Bring Me To Life’ li porta un po’ sulle bocche di tutti, quantomeno in Italia.

Anche in questo caso le pubblicità ne hanno abusato, facendocela un po’ odiare. Tuttavia rimarrà sempre una grande canzone che aiutava a sfogarsi (non dire di no!).

È il momento di una grande hit che ha fatto il giro del mondo portando a spasso il colore verde: gli OutKast con la loro ‘Hey Ya!’ ci ha fatto sculettare come se non ci fosse un domani e ancora oggi possiamo conoscere persone che discutono sull’identità dei cantanti: sono quattro? sono uno? NO. Sono due e si chiamano André 3000 e Big Boi. Mistero risolto. Era diventata anche la mia prima suoneria polifonica del mio Panasonic GD87. 

Per la cronaca…questo.

 

 
 

 

Dai fatemi finire così per oggi. Deluderò molti di voi, lo so. Ma voglio inserire questa canzone nella lista, DEVO. “Dammi tre parole, sole cuore amore…..”

 
 

Ora potete odiarmi.

Anche loro, come saranno cambiati nel tempo?

Frontman dei The Calling

 
 
 
 

Destiny’s Child

The Hoobastank

 
 
 
 

Mario

 

Nelly e Kelly Rowland

The Rasmus

OutKast

Valeria Rossi

Buona domenica,

Ciao!