Cosa mi metto stasera? Le cinque fasi che attraversa una ragazza prima di uscire

Parliamoci chiaro: il weekend è bello, ma se dobbiamo uscire me lo devi dire almeno 10 ore prima. Noi ragazze abbiamo moltissime cose a cui pensare, come alla disperazione che ci pervade quando apriamo l’armadio. Per quanto mi riguarda, uscirei anche in pigiama se la società mi accettasse. Purtroppo ho l’onere di vestirmi in maniera presentabile. Ma tutte noi, almeno una volta nella vita, abbiamo passato queste cinque fasi. Non dire di no…

 

FASE DELLA NEGAZIONE O DEL RIFIUTO

Ok, ti hanno appena detto che stasera si esce: nonostante l’anticipo di sole 5 ore, accetti ed entri subito in uno stato di fibrillazione mista confusione. Ti convinci che questa volta puoi farcela. Apri l’armadio con una certa fretta ma noti solo un’accozzaglia di colori che non esistono neanche in natura.  “No, vabbè, io stasera dormo. C’è pure Ulisse – Il piacere della scoperta, ciaone.” Poi ti ricordi da sola che hai vent’anni e non 57: devi uscire. Ma diventi bipolare: “esco, no non esco, ma si dai, però non ho niente da mettermi, vabbè l’importante è uscire, si ma sembro un culo.” Guardi l’armadio e rifiuti di essere tu la proprietaria. “Non è mio, ci dev’essere un errore! Mammaaaaaaaaaa”

 

FASE DELLA RABBIA

Dopo la negazione, la rabbia. Ti sei pentita di aver aperto l’armadio, manco fosse il vaso di Pandora, e adesso sono affari tuoi. In lontananza senti la voce di tua madre, che si sta godendo la scena, “ti avevo detto di fare un po’ di pulizia…” Lasci correre. Incurante del pericolo, inizi a frugare nella speranza di un’illuminazione, magari un regalo di Natale anticipato? La fatina dei dentini? La befana? Niente. Trovi l’abitino che hai indossato settimana scorsa che ti piace da morire ma che ormai hanno già visto tutti (tutti=le tue cinque amiche che ti trascini dall’asilo e qualche sconosciuto che non rivedrai più). Lanci anche quello. La rabbia ti sta raggiungendo il cervello, stai diventando verde e sai di non avere niente da abbinarci: ti stai chiedendo “perché proprio a me?”. Vorresti essere un uomo e uscire vestito ad canis cazzum.

 

FASE DELLA CONTRATTAZIONE O DEL PATTEGGIAMENTO

La rabbia ha preso il sopravvento per un attimo: torni in te e ti guardi intorno, la camera è un vero casino. Adesso basta, sei grande e vaccinata: puoi affrontare la situazione da vera adulta. Inizi a guardare i vestiti con tono di sfida, come se loro potessero prendere vita. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare ed è giunto il momento di trovare un accordo diplomatico con i vari indumenti che hai appena finito di lanciare in aria in preda al delirio. Ti senti come un giudice in tribunale: ti ritiri per deliberare (sotto la doccia).

 

FASE DELLA DEPRESSIONE

Torni in aula, cioè, volevo dire, in stanza e inizi a piegare i vestiti come una mondina inginocchiata nei campi. Ad un tratto ti parte pure la vena del canto popolare ma decidi di lasciare perdere perché a cantare fai proprio schifo. Sei disperata: ce la metti tutta, provi a restare calma e a tirare fuori qualcosa di decente, ma il viola con l’arancione e il verde pisello proprio non vanno d’accordo. Ad un certo punto, tra la maglietta del pigiama di tua sorella raffigurante Hello Kitty e il vestito di Tristezza che hai messo al Lucca Comic’s, ti appare il faccione di Enzo Miccio che ti prende a borsettate in testa e Carla Gozzi che vomita. Ti rannicchi per terra e inizi a dondolare aspettando che Teo Teocoli ti dica che sei su ‘Scherzi a Parte’.

 

FASE DELL’ACCETTAZIONE

Ti asciughi le lacrime e ti trascini nuovamente verso la torre di vestiti che hai cercato di riordinare invano. Di nuovo quell’abitino che ti piace ma che avevi lanciato manco il cappellino nel giorno del diploma. Rientri per un attimo nel circolo vizioso: è bello, mi piace – però l’ho già messo – ma sticazzi – però sembro noiosa – che palle – vabbè non esco – si dai esco – ECCETERA ECCETERA. Nel pensare questo inciampi sul paio di scarpe nuove che non hai mai messo: l’illuminazione. Corri in bagno a fare rifornimento di cerottini e te li infili in borsa. Euforica inizi a lanciare i vestiti per la gioia (tanto, ormai…).

 

Ok, il vestito c’è. Le scarpe ci sono.

E adesso come mi trucco?! 

 

 

Giovanna Vittoria Ghiglione