#Sanremo2016, Il primo Sanremo non si scorda mai

Il mio Festival è iniziato così, scendo dal treno con una valigia, due borse, un sacchetto pieno di roba e una cassa di birra su una spalla. Sì, proprio una cassa di birra, perchè anche questo è il bello della goliardia Sanremese. Mi sembra già tutto meraviglioso, essere lì, tutti insieme, sotto lo stesso tetto, la mia prima trasferta Campuswave. La prima nottata, accampati come non mai,  di quelle poche ore di sonno ricordo i gomiti alti di Ale Mazzeo stile Paolo Montero in aria di rigore e il russare del Cigno, ma dove li mettiamo gli scherzi, i commenti pre sonno, i risvegli traumatici della Capobaracca Nadia.

E’arrivato il giorno della primissima, il ritiro del pass per Casa Sanremo, un giro per la piovosa capitale della Kermesse musicale, le dirette di Robi e la Gio con Bar Ariston, Cigno e Nax con Happy Hour Sanremo e infine il duo intellettuale Ale-Desso sul Red Carpet. In questa avventura mi sono occupato della parte social cioè la live tweeting su Twitter (non poteva essere altrimenti per l’autonominatosi Re del social dell’uccellino) e i post sulla pagina Facebook di Campuswave. Pasta, birra e commento libero, ma silenzio durante le canzoni: è iniziata la 66° edizione del Festival di Sanremo, Carlo Conti è impeccabile, ma lo sapevamo già, Madalina Ghenea è fantastica, Virginia Raffaele si dimostrerà la regina di questo Festival e Garko….bè….andiamo avanti…Wake Up ci aveva già conquistato, Robi su tutti, bocciati un rauco Morgan e gli immobili Iurato-Caccamo, rinviati al prossimo ascolto Fragola, Arisa e Noemi, sempre immortale Ruggeri. Gli ospiti, non posso essere magnanimo con Laura Pasini, la capobaracca mi bloccherebbe l’articolo, ma che forza d’animo e fisica il centenario atleta Giuseppe Ottaviani, infine il trio Aldo Giovanni e Giacomo con il quale si ride ma lo sketch ha fatto il suo tempo, da ricordare gli addominali di Giovanni.

Arriviamo alla seconda giornata, la prima in sala stampa, e mi sento come un bambino a cui hanno donato un giocattolo che aspettava da tempo, speaker, giornalisti, facce giovani, alcune meno, che dalle 9 di mattina fino alla fine della serata lavorano imperterriti per la loro testata giornalistica. Le conferenze stampa, hanno qualcosa di eccezionale, sono tutti molto disponibili, divertenti, le domande irriverenti di Matte Di Palma, vecchia conoscenza Campuswave, hanno messo un pò di pepe alla situazione. Si cena alla “Lucio Dalla”, cinese, twitter aperto con due profili (il mio e quello di Campuswave) e l’invasatura sta per iniziare. Le danze vengono aperte dai giovani, e ho già chi tifare, Chiara Dello Iacovo, mia ospite di Retweet una settimana prima, vince la sfida, sono già in visibilio, passa il turno anche Ermal Meta intervistato da noi la mattina stessa. I big, tanta attesa per Elio con i suoi 7 ritornelli, bene la freschezza della Michielin e i vestiti mozzafiato di Dolcenera e Annalisa, il resto è poco più che noia. O anzi, ci ha risvegliato dal torpore, Alessio Bernabei (sì, il fu Dear Jack) o per meglio dire Ariana Grande. Ramazzotti fa emozionare e cantare tutta la Sala e Ezio Bosso ci insegna cos’è la vita e la musica.  Poi arriva il momento tanto atteso, dopo 12 ore consecutive là dentro non vedevo l’ora, gli aneddoti ne precedono la fama, il  teatro dei sogni post Sanremo è il  Drunken Clam (cit. Griffin), le storie che escono da quel locale rimangono in quel locale, sentirsi come a casa.

La serata delle cover, sono settimane che ne parliamo, Dolcenera per noi aveva già vinto, Amore Disperato LA canzone di Campuswave, che nonostante non ci abbia fatto ballare per la sua versione modificata ci ha fatto emozionare, il resto è noia, tranne che per la Napoletanissima rappresentazione di 5 grandi testi cantati da Fragola, Rocco Hunt, Ruggeri, Neffa e Clementino, a fine serata immenso in Piazza Bresca, in pieno cuore sanremese, in mezzo alla gente, a Giletti sotto al palco, a noi a bocca aperta, la strofa cambiata e reppata con dedica a De Andrè. Il senatore Razzi ha dato un pò di trash al fine serata ma il clou è stato un altro, l’esibizione delle restanti 4 nuove proposte, Mahmood vince contro Michael Leonardi e Miele contro Francesco Gabbani. O forse no, perchè qua esce la destrezza dei social, soffiata dalla sala stampa e da twitter e riusciamo a dare la notizia per primi che il voto è da rifare, i voti al Roof, la sala stampa dell’Ariston non sono pervenuti del tutto, rifanno la votazione e si cambia il verdetto passa l’Amen di Gabbani e Miele rimane gabbata. Non potete capire come sia stato gasato da questo scoop, grazie alla mia passione più grande per Twitter, casa madre di Retweet il mio programma, l’esultanza sui sedili della Sala Stampa mi ha ricordato tanto Benigni alla vittoria del premio Oscar con La vita è bella. Quando il lavoro paga.

Ho iniziato sempre le mie mattine girando per Casa Sanremo, casa madre di Radio 105 e Radio Montecarlo, ma soprattutto ghiotta di occasioni da selfata per un maniaco come me, le interviste d’assalto a Alan Caligiuri e Fred De Palma le chicche di giornata. Le dirette su Periscope sanno di invasatura pura, ma immancabile nel 2016 per un corretto servizio pubblico in diretta live sul campo, rendendo tutta la sala una grande famiglia. Siamo un pò agitati, si giocano la vittoria Chiara Dello Iacovo e Ermal Meta del grande maestro Morini, Mahmood e Gabbani, il testo di quest’ultimo è molto forte, radiofonico, sanremese e infatti da rimesso in gara diventa vincitore, sono sinceramente dispiaciuto tifavo per Chiara e la sua “Introverso”, la Lucio Dalla la premia e a fine serata ci raggiunge per festeggiare con noi. Perchè il secondo posto è un risultato immenso per una ragazza di 20 anni con una voce e il sorriso di chi avrà un grande futuro. I big in gara, rischiano gli Zero Assoluto, Irene Fornaciari, Neffa, Dear Jack e Blue Vertigo, si rafforzano Rocco Hunt oramai nella testa degli italiani e un Ruggeri immortale con il suo romantic rock. Miele ha l’amara soddisfazione di cantare fuori gara, come ospite, Brignano ci fa ridere, per Elisa i 15 anni dalla sua vittoria con Luce, sembrano non essere mai passati, illuminando il palco dell’Ariston con la meravigliosa voce che la contraddistingue, ma all’urlo di Reality di Lost Frequencies, la genialata che non ti aspetti, mi improvviso CapoTreno e inizia lo show della Sala stampa Lucio Dalla, con in testa noi, tutti noi, le molle impazzite pronte a esplodere da un momento all’altro, veder ballare tutti ma proprio tutti che soddisfazione.

Siamo arrivati all’ultima, le 3/4 ore di sonno a notte iniziano a farsi sentire, Ale, Nadia e Desso rappresentano la Radio sul Red Carpet per un servizio su di noi creato proprio da quel genio che andrò a ringraziare fra poco.

Inizia a partire la malinconia, lo so, sono fatto così, sembra volato tutto via, tra le risate, il lavoro, l’emozione della prima, ma ci prepariamo, mangiamo a casa, la Gio ci prepara una cena fantastica e siamo lì incollati al televisore, tutti insieme, tranne un Robi giustificato per la sua Juve, che si gioca una fetta di scudetto contro il Napoli (padrone di casa a Sanremo tra cantanti,canzoni e compaesani) e un Koulibaly che fa gasare i bambini.

E’ il Festival dei record, 50% di share, uno spettatore su due incollato alla tv, è il giorno della finale ma anche di chi minaccia di buttarsi da un palazzo, la paura ma il servizio pubblico immancabile in diretta Periscope, perchè in fondo i giornalisti proviamo a farli, anche se in quei momenti ci viene molto difficile. Purtroppo anche quello è Sanremo. Torniamo alle canzoni in gara, fanno fatica a ingranare o a essere ricordate, ma Cristina D’avena ci fa tornare tutti bambini, mannaggia a lei io e la Nax stiamo ancora aspettando Denver e Renato Zero o forse era Panariello questo non lo so, subito dopo visto insieme a Pieraccioni, riunione di famiglia con re Carlo, amici da una vita presto in reunion a Verona. Momento Markettone. Dei 5 a rischio si salva Irene Fornaciari e parte la ricantata, siamo tutti divisi, Gio e Desso per Fragola, Nax con Elio, Roby con Wake up Guagliù nella testa, Cigno innamorato della Michielin, Franci e Ale non si sbilanciano e io mi butto sul fortissimo Ruggeri.

Ci va male, non avevamo contato loro, io li conoscevo per la canzone Acqua e Sapone colonna sonora dell’omonimo film di Carlo Verdone, il Cigno a fine serata mi fa “Ci sono rimasto (cit.), loro proprio non ce li siamo considerati”. Ecco è andata proprio così, ho avuto un dejavu, del 2011 e di Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore, pezzo che ho amato all’inverosimile e che ha riportato in auge il cantautorato, vincono la 66 edizione del Festival di Sanremo gli Stadio con “Un giorno mi dirai” e ne sono felice, la vittoria della rivincita per la musica italiana invasa dai talent. Fanno l’en plein di tutto, premiati anche per la migliore musica (dedica a Marco Pantani mancato il 14 febbraio del 2004), critica e serata cover, seconda Francesca Michielin e terzi gli inspiegabili, o forse sì, Deborah Iurato e Francesco Caccamo.

Il tutto con chiusura alle 2 di notte, “chiusura” certo, poi si va a festeggiare a Casa Sanremo, Chiaretta Dello Iacovo in coda per prendere da bere con noi si piglia un bel fiore da quel romanticone del Cigno proprio nel giorno di San Valentino, Ale in versione Winnie Pooh (ah già i Pooh ospiti mi ero svanito) a cui hanno tolto il Miele e poi il resto è vita vera, i discorsi con Rocco Hunt, forse il tasto big match non  dovevo toccarlo con lui.

Ecco qua, questo è stato il mio Sanremo, ho dimenticato sicuramente qualcosa ma come qualcuno mi ha detto oggi, “Ci aspettiamo un tuo postone di ringraziamento”, voglio farlo qua, uno per uno.

Partendo dal capitano di questo Sanremo, non me ne vogliano gli altri, Andrea De Sotgiu detto Desso, lo sa solo lui quante camicie ha sudato, il re dei DocuFestival, le ore passate a montare video per regalarci, per regalare emozioni e immagini di ciò che è stato, di ciò che siamo, una persona e un professionista pazzesco; la CapoBaracca che è più forte di un capitano, la presidentessa, il suo primo incitamento al risveglio, quante risate, l’ho fatta imbarazzare con la mia spontaneità,  ma lo so che mi vuole bene e poi…A MEEEEE????; Franci Mauro, lui lo sa che è il mio preferito, e lo devo ringraziare per ciò che è, di non cambiare mai che i primi giorni forse battuti da un pò di sconforto dovuti all’esordio nella kermesse, aiutandoci l’uno con l’altro siamo riusciti a fare qualcosa di buono; Ale bè Ale è come un fratello, un maestro a cui ispirarsi, la risata più bella e contagiosa di Campuswave, sempre pronto allo #SpiegoneMazzeo; la Gio, le facce che ci siamo fatti in determinate situazioni non hanno eguali, l’unica che alle 9 era già sveglia, tanta stima; Robi è un socio, ci guardiamo e sappiamo già cosa vogliamo dirci, la coppia è così uno completa l’altro, e poi quanto è unico a Sanremo? gli articoli alla Matte Faccio lo hanno consacrato a suo erede, infine Cigno, la maschera, il comico, l’imitatore, la voce, lui non ha bisogno di presentazioni basta starci insieme mezza giornata, è forte e le bacchettate di Ale lo hanno rianimato. Per non dimenticare i veterani Brux e Matte Di Palma, non più dei nostri ma membri insostituibili di una grande famiglia.

In conferenza stampa Enrico Ruggeri diceva che il Primo Sanremo non si scorda mai. Aveva ragione.

Luciano “Lucio” Parodi.