Mamme contro studenti: le 10 cose da non dire a uno studente sotto esame

Care dolci mamme: ci salvano nei momenti peggiori della nostra vita, ci allevano, ci curano, ci sfamano, ci amano incondizionatamente. Ma certe cose proprio non puoi cambiargliele, non ci riesci: è impossibile. Ecco le 10 cose che puntualmente ogni madre dice al figlio sotto esame.

 

 

 

Non starai studiando troppo?

Se state pensando “ma quando mai?” state palesemente mentendo sapendo di mentire. Le mamme hanno la capacità di vedere i propri pargoli come dei geni incompresi dal genere umano solo perché quella volta al mare, sotto l’ombrellone, avete azzeccato la 18 orizzontale. Sta di fatto che, come si dice, “ogni scarrafone è bello a mamma sua” e proprio nel momento in cui state ripetendo a memoria quel concetto intricatissimo che non vi entrerà mai in testa, arriva lei con questa deliziosa frase facendovi perdere per sempre il filo. C’è da dire, però, che ogni tanto fa piacere sentirselo dire; potrebbe quasi convincervi a fare (l’ennesima) pausa-studio. Meglio di no, va…

 

 

Non starai studiando troppo poco?

Forse non tutte le mamme sono uguali, o non tutti gli studenti. In ogni caso il rimprovero materno nei momenti più inopportuni dello studio è sempre mal accettato. È vero che tende sempre a vedere il lato positivo, ma a volte non ce la fa proprio, deve porti questa domanda che sicuramente avrà moltissime risposte. Un consiglio: provate a proporle di ascoltare tutto il programma che dovete ripetere per domani. Improvvisamente avrà mille faccende da sbrigare.

 

 

Datti una rinfrescata al viso!

Quello che le mamme non sanno è che le occhiaie da studio matto e disperatissimo nei giorni che precedono l’esame, non vanno via con un po’ d’acqua. Ci vuole ben altro! Sarebbe come soffiare sulle pile del telecomando quando ti si scarica proprio sul Grande Fratello Vip.

 

 

Sei sempre davanti a quel computer

Forse ci vorrà ancora qualche era geologica prima che gran parte delle mamme capiscano che il computer, al giorno d’oggi, è indispensabile anche per studiare e tenersi in aggiornamento. Certo, il passo Wikipedia-Facebook è molto rapido e indolore e soprattutto è facile perdersi nella grande rete. Tuttavia sappiamo tutti benissimo quanto ci piaccia bighellonare qua e là tra le pagine web, e sappiamo altrettanto bene quanto sia semplice cadere in tentazione. Ma la sfortuna vuole che nel momento in cui stai cercando di decifrare una miriade di geroglifici, che il popolo spaccia senza pudore per matematica, su una delle tante enciclopedie online, ecco spuntare lei, il capo supremo del mondo, che con quel tono sarcastico misto “te la faccio pagare” ti lancia la frecciata tagliente. Ma i tentativi di spiegazione sarebbero vani: lasciate perdere.

 

 

Esci un po’!

Nel momento in cui viene proferita questa frase, tu, studente disperato, stai attraversando quel momento in cui il tuo cervello ha fatto la valigia ed è già in viaggio per destinazioni esotiche e, in sua assenza, stai cercando di leggere da 25 minuti la stessa pagina (spesso si tratta della prefazione del libro). Fondamentalmente tua madre ha ragione: sono due giorni che tenti di diventare una persona seria, ma in concreto hai semplicemente scritto il tuo nome sul quaderno. Forse è meglio darsi all’ippica.

 

 

Cosa? Stasera esci?!

Ammettiamolo: uscire la sera prima di un esame è davvero da temerari, ma talvolta necessario per riavviare e aggiornare il cervello. E poi Antonello Venditti cosa ci ha insegnato sulla notte prima degli esami? Forza, una birretta e poi a casa. (E si ritrovò così nudo in tangenziale).

 

 

Io alla tua età…

E qui si manifesta la saggia onnipotenza delle madri: loro alla tua età, qualunque essa sia, avevano già studiato, una laurea, anzi due, un lavoro, una famiglia, un cane, un gatto, lavato, stirato e cucinato, nove nipoti e il folletto di ultima generazione. Rassegnati. Bastano queste quattro parole per chiudere già in partenza il discorso, e se non ci riesci, fuggi…lontano.

 

 

Ti aiuto io

Evoluzione 2.0 della frase precedente: oltre alle parole servono i fatti. Fatti aiutare dalla mamma a fare i compiti a casa e vedrai che in un batter d’occhio tornerai alle elementari. Dopo cinque minuti, come per magia, ecco la frase che vi state ponendo dal primo giorno di università: “ma perché vi fanno studiare queste cose?”. Grazie mamma, finalmente inizi a capire come gira il mondo.

 

 

Quando hai l’esame?

Attenzione, attenzione a tutte le mamme all’ascolto! Mai e ripeto MAI fare questa domanda sapendo già la risposta (noi sappiamo che voi sapete!) o rischierete la scomunica papale. Questa è una delle interrogazioni più pericolose e snervanti per uno studente. Mai ricordargli che domani ha l’esame. MAI!

 

 

Quando ti laurei?

Le cinque e mezza.

 

Un consiglio: rispondete con un mese. Senza specificare l’anno. Funziona sempre.

 

Giovanna Vittoria Ghiglione