Campus Press, il giornale che parla ai savonesi e non si vergogna

Un’idea di giornale o il giornale in un’idea? Un giornale di formazione o un giornale di informazione? Campus Press rappresenta tutte queste cose e ci aggiunge la freschezza e l’attualità degli studenti universitari che formano la redazione di questo web journal.

Il giornale in un’idea perché Campus Press è nato, appunto, da un’idea di due studentesse di Scienze della Comunicazione Laura Mazza e Andrea Lisa Palmieri che lo hanno presentato come tesi di laurea.

Un idea di giornale perché Campus Press racchiude al suo interno i presupposti per uno sviluppo che non si limita solo alla testata in sé ma che si allarga all’intera città e la lega indubbiamente al Campus finora troppo snobbato dalla maggior parte delle istituzioni cittadine. Un filo conduttore da Piazza Sisto alla Palazzina Lagorio è possibile? La risposta è Campus Press.

Un giornale di formazione perché forma degli studenti nell’arte del giornalismo e li forma sul campo ponendoli subito a contatto con la realtà di tutti i giorni dove si ha però la ‘licenza’ di sbagliare perché sempre di una palestra si tratta.

Un giornale di informazione perché informa i cittadini di Savona e non si vergogna di mettere in luce le cose buone, le cose ammirevoli del territorio senza voler cambiare le cose criticando dall’esterno ma dando una spinta dall’interno con ottimismo, parola spesso dimenticata da queste parti.

Savona non è la città dei papi o della Torretta né tanto meno del Chinotto, è una città con una storia alle spalle ormai senza identità… bé, l’anima sono gli studenti e saranno loro a modellarla, ad aiutarla: non quei signori in giacca e cravatta, ma noi ragazzi in jeans e felpa.

E allora forza ragazzi: scegliete di fare un’esperienza che vi valga davvero, che vi formi e che vi faccia sentire parte di qualcosa più grande fatelo ora, perché vi varrà per il futuro. Scegliete Campus Press.

 

 

Emanuele Cordano

Le 10 curiosità che non sai sulla tua città

Siete certi di conoscere bene la vostra città? Ho deciso che oggi vi metterò alla prova con alcune delle più interessanti curiosità su Genova e Savona. Quale occasione migliore per potervi definire dei veri e propri sapientini? (Se farete i bravi potrò anche mettervi una bella stellina sul vostro sussidiario).

Bando alle ciance, ecco quello che non sai…

 

GENOVA

 

“Ciak, si gira!”

Genova è stata spesso scelta per girare film, video musicali e spot pubblicitari. Solo nel 2013 è stata protagonista di 14 spot e 7 servizi fotografici nazionali ed internazionali. La sua fortuna è iniziata tutta con i Fratelli Lumière che già nel 1912 avevano girato diversi documentari, poi Alfred Hitchcock ambientò nel 1925 Il labirinto della passione. Apparve in seguito come protagonista a livello internazionale con Le mura di Malapaga di René Clément. Di recente il capoluogo ligure ha ospitato personaggi famosi come Nicole Kidman: la bellissima attrice australiana è stata infatti impegnata sul set del film Grace of Monaco di Oliver Dahan, girato all’interno di Palazzo Reale in via Balbi.

 

 

“…sempre pronto all’avventura lui è!”

Di chi sto parlando? Ma certo, dell’incorreggibile Lupin! Sapevate che alcune scene del film di Lupin III sono ambientate proprio al Porto Antico di Genova? Il famoso ladro si aggira tra Palazzo San Giorgio e Sottoripa, riconoscibilissima anche grazie alla rappresentazione della Sopraelevata!

 

 

Ambo! Tombola! Bingo!

Il gioco del Lotto è l’evoluzione di giochi che risalgono ad antiche civiltà (come Egizi, Romani e Babilonesi). Il lotto come lo conosciamo oggi nasce proprio a Genova a Palazzo Ducale (e non a Napoli come si pensa) e deriva da quello che era chiamato ‘Il Gioco del Seminario’, nel quale si scommetteva sui nomi di cittadini genovesi candidati per merito a cariche pubbliche. Si tentava la fortuna giocando due volte all’anno cercando di indovinare i nomi dei cinque eletti. Ben presto i candidati alle elezioni furono ridotti da 120 a 90 e successivamente i nomi furono sostituiti dai numeri. Le tracce storiche del gioco del Lotto risalgono al 1620: da quell’anno in poi, proprio a Genova, il lotto trovò una precisa regolamentazione, mentre negli altri stati italiani e nello Stato Pontificio questo gioco fu vietato per motivi di ordine morale.

 

 

Jeans…che passione!

Ormai diventato un must, come direbbe Carla Gozzi, i jeans sono presenti in qualsiasi guardaroba. Lo sapevate che sono stati inventati a Genova? Ebbene sì. Il famoso tessuto blu fu usato inizialmente per fare i sacchi delle vele delle navi e in seguito per i pantaloni dei marinai genovesi che viaggiavano di porto in porto in giro per il mondo. Il nome deriva dalla storpiatura di Gênes, ovvero Genova in francese. Altro che ‘jeans americani’…

 

 

The cat is on the table

Avete fatto caso a quanti turisti anglofoni capitano sempre più spesso dalle nostre parti? Molti decidono di trasferirsi, tanti altri ricordano Genova dopo il ritorno in Inghilterra. Il clima variabile potrebbe essere un fattore in comune, così come la bandiera e il glorioso passato navale. L’influenza inglese è visibile anche per la creazione del Genoa nel 1893 (la prima società di calcio italiana) e dello storico Tennis Club, fondato nello stesso anno. Aggiungerei che anche il carattere del popolo non è molto diverso per quanto riguarda atteggiamenti di diffidenza e chiusura, mentre lo stereotipo dei tirchi in questo caso è attribuito agli scozzesi.

 

 

Viva la coccina du Brasiu!

Cosa hanno in comune Genova e Buenos Aires? (Sì, lo so, è in Argentina). La risposta è Boccadasse! Gli immigrati genovesi che si erano stabiliti fissi in America del Sud avevano dato vita al quartiere di Boca, così come avevano fondato la squadra Boca Junior, il cui soprannome è proprio Xeneizes.

 

 

“Punto tutto sul rosso!”

A Genova i numeri civici sono divisi tra i rossi per le attività commerciali e i neri per le abitazioni private. A volte cercare un numero civico diventa veramente complicato e diventa scoraggiante per chi viene da altre città italiane dove questo sistema non esiste.

 

 

Bisogno di un prestito?

Nel ‘400 Genova possedeva numerose colonie nel Mediterraneo e le navi che attraccavano al porto erano cariche di merci rare e preziose che venivano rivendute a caro prezzo nel resto d’Italia. Per mantenere commerci e colonie, Genova si era indebitata, così nel 1408 nacque a Palazzo San Giorgio la prima attività bancaria specializzata in prestiti e crediti. La Repubblica di Genova fu spesso costretta a chiedere dei prestiti e, col passare del tempo, il Banco di San Giorgio divenne sempre più potente ed autonoma al punto di prendere direttamente in gestione a livello amministrativo colonie e distretti liguri, diventando praticamente il garante dell’ordine economico e sociale della Repubblica di Genova.

 

 

“Per me una pizza ‘pepperoni’ senza peperoni”

Nella maggior parte dei supermercati americani si trova il ‘Genoa Salami’, una specie di salsiccia che si trova sugli scaffali tra cheddar e crackers, utilizzatissima nei cocktail party. Inutile dire che tutto è fuorché genovese. Bleah…

 

 

Il più grande d’Europa

Il centro storico genovese è considerato il più grande d’Europa: si sviluppa nei caratteristici caruggi formando un complesso labirinto in cui non è raro perdersi. Alcune vie sono state celebrate nelle canzoni di De André, tra cui Via del Campo dove tuttora è custodita la sua chitarra.

 

 

 

SAVONA

 

Sono di Svvvooooona

Savona come Barcellona! I liguri, infatti, hanno lasciato traccia linguistica di sé nelle desinenze dei toponimi che finiscono in -ona, come Narbona, Barcellona e Savona. Non è ancora chiaro se questa antica popolazione fosse appartenente al ceppo indoeuropeo (strettamente imparentato con i Celti) o pre-indoeuropeo (e semmai ibridatosi in un secondo momento con in Celti); quel che è certo è che furono un’importante civilizzazione che si diffuse in Francia meridionale, Catalogna ed Italia del nord.

 

 

Se dici Savona dici Chinotto

A Savona fatevi un Chinotto! Eh si, perché questa è la città del celebre agrume e della gustosa bevanda icona del Made in Italy. In realtà la pianta, particolare specie variazione dell’arancia amara, diventa commestibile a seguito di un laborioso processo di lavorazione che prevedeva una lunga salamoia in acqua di mare e una bollitura. Anticamente, in città, non era raro trovare un liquore di chinotto veramente unico, che la protezione oggi accordata alla produzione savonese da Slow Food (associazione sorta a difesa delle produzioni tipiche e a difesa del buon gusto), dovrebbe consentirci di gustare nuovamente.

 

 

Fermi tutti!

Ogni giorno alle ore 18 in punto al suonare della campana e con il fischio del vigile, tutti i mezzi ed i pedoni che si trovano in piazza Mameli si fermano come in un presepe, per ricordare i caduti di tutte le guerre. Il monumento con la campana, fu infatti ricavato dal bronzo fuso dei cannoni della prima guerra mondiale.

 

 

La città dei due papi

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Originaria di Savona era la nobile famiglia dei Della Rovere che, fra le più influenti del Rinascimento, espresse ben due papi, Sisto IV e Giulio II. Il primo fece costruire una cappella in Roma, a lui dedicata: la Cappella Sistina. Il secondo, fu un importante uomo politico e di stato, che – come Papa guerriero – accrebbe l’influenza e i territori dello Stato della Chiesa. Occhio che a Savona potete trovare un’altra Cappella Sistina, l’unica a portare questo nome dopo quella in Roma!

 

 

Perché ‘Savona’?!

L’etimologia del nome Savona risulta molto incerta. Livio cita il termine Sauone definendolo “un oppidum nei territori dei Liguri Alpini”. Nel VII secolo si attesta il termine Saona. Se il termine fosse ligure-indoeuropeo si potrebbe trovare correlazioni sia con la radice *seu-” cioè “bagnato” o “umido”, sia con l’idronimo “Sava”, sia con il tedesco “sou” “umore”. Molto attendibile potrebbe essere l’ipotesi che fa derivare il suo nome dalla dea celtica Souconna e ad avvalorare questa tesi, oltre alle numerose similitudini tra le popolazioni liguri e quelle celtiche, vi è il fatto che ancora oggi nella lingua locale savonese la città viene nominata “Sann-a”. Secondo alcuni il termine sapone deriva proprio dalla città di Savona ma non esistono informazioni certe al riguardo.

 

 

Forse non sapete che…

Situato in Piazza De André, all’interno nella vecchia darsena, è presente il più fornito museo Apple al mondo. La collezione comprende praticamente tutta la produzione di personal computer, periferiche, accessori e prototipi dagli albori dell’azienda fino ai giorni nostri!

 

 

Non solo Arlecchino e Pulcinella

Il carnevale di Savona, il cui corteo si snoda per le vie del centro storico, è molto sentito dai cittadini. La maschera tipica savonese è Cicciulin, creata nel 1953 dal pittore Romeo Bevilacqua e donata dallo stesso alla Campanassa. È l’unica maschera ligure iscritta nell’Albo ufficiale delle maschere italiane al pari dei più conosciuti Arlecchino, Pulcinella e Balanzone.

 

 

Bianca o gialla, è comunque buona

Di che cosa sto parlando? Della deliziosa farinata savonese! La farinata bianca è la farinata tipica di Savona, che si distingue da quella genovese per essere preparata anziché con farina di ceci, con farina di grano; questo ingrediente rende la colorazione di questa pietanza bianca e non gialla.

 

 

Impara l’arte…e usala!

La Pinacoteca civica di Savona costituisce una delle più importanti raccolte d’arte dell’Italia settentrionale. Comprende dipinti, sculture, fra cui capolavori del Rinascimento, grandi pale seicentesche, maioliche bianco-blu famose in tutto il mondo e ceramiche.

 

 

Trasferiamoci a Savona!

Il quartiere Fornaci dal 2002 (ad eccezione dell’anno 2008) è Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge. Negli stessi anni, il vessillo è stato consegnato anche per la qualità delle acque, informativa, ambientale e dei servizi del porto turistico Vecchia Darsena. Inoltre Savona è al 20esimo posto in Italia nella classifica delle città dove la qualità della vita è migliore ed è prima in Liguria.

 

 

Avete preso appunti? La prossima volta interrogo!

 

Giovanna Vittoria Ghiglione