Stop alla noia: tutti gli eventi a Genova per i prossimi giorni

Benjamin Franklin diceva: “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”. Personalmente è una frase che mi piace tantissimo e che prendo spesso come punto di riferimento per ‘togliermi di torno’ subito le cose noiose da fare. In questo modo riesco a godermi in santa pace il mio tempo libero senza avere il pensiero fisso di dover fare qualcosa dopo, rovinandomi il presente. Ebbene, a meno che voi non siate Homer Simpson o più sfaticati del pianeta, dovreste prendere ad esempio questa frase; non dico sempre, almeno qualche volta.

Come posso invogliarvi a “prima il dovere e poi il piacere”? Ma certo! Ecco tutti gli eventi di Genova che potranno stuzzicare la vostra voglia di uscire.

 

Vaz Tè & Nader Shah live all’Aqa Café – il 18/11/2016 dalle 22.00 alle 03.00 presso Aqa Café.

vaz tè e nader shah

 

 

La fiera del disco a Genovadal 19/11/2016 al 20/11/2016 dalle 10.00 alle 19.00 presso Magazzini del Cotone (Porto Antico).

fiera del disco genova

 

 

Double Trouble (Bunna Raphael Zibba) live CSOA Zapata26/11/2016 dalle 21.00 alle 03.00 presso il Centro Sociale Zapata di Genova.

double trouble

 

 

Sagra della zucca di Murta: tra ricette e tradizionidal 12/11/2016 al 20/11/2016 presso Murta, piccolo paesino sulle alture di Bolzaneto.

sagra della zucca murta

 

 

Arenzano FootGolf Cupdal 11/11/2016 al 13/11/2016 dalle 14.00 alle 20.00 presso il Golf Club St. Anna di Lerca.

arenzano footgolf club

 

 

ABCD, il Salone dell’Orientamento 2016dal 14/11/2016 al 16/11/2016 presso Magazzini del Cotone (Porto Antico). In questa occasione sarà presente anche lo stand di Campuswave Radio, venite a trovarci!

abcd orientamenti genova

 

 

Critical Wine 2016: due giorni all’insegna del buon vinodal 12/11/2016 al 13/11/2016; sabato 15.00-22.00 e domenica 13.00-19.00 presso L.S.O.A Buridda (Corso Monte Grappa, 39).

critical wine 2016

 

 

Genova Film Festivaldal 07/11/2016 al 11/11/2016 presso Palazzo Ducale.

genova film festival 2016

 

 

Mostra ‘Eroi del calcio, mostre di calciatori’ fino al 13/11/2016 dalle 14.00 alle 20 (martedì chiuso – venerdì 14.00-22.00, sabato e domenica 10.00-22.00) presso il Porto Antico.

mostra eroi del calcio 2016

 

 

‘Big November’: il festival dell’architetturafino al 02/12/2016 a Genova.

big november 2016

 

 

‘Sounds of Light’: la mostra sulla luce fino al 08/11/2016 alle presso Tiger Spot Genova.

sound of light tiger spot

 

 

‘I gesti della misericordia’: itinerario d’artefino al 12/11/2016 presso il Museo Diocesano di Genova (via dei Reggio, 20).

i gesti della misericordia museo diocesano

 

 

Mostra di Aldo Mondinofino al 27/11/2016 presso Museo Villa Croce / Palazzo della Meridiana.

mostra-aldo-mondino

 

 

Mostra ‘Le nostre Afriche’fino al 20/11/2016 presso Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure.

mostra le nostre afriche

 

 

‘OpenYogArt’: yoga solidale il 13/11/2016 dalle ore 15.00 presso il Museo di Arte Contemporanea Villa Croce (via Jacopo Ruffini).

 

 

‘Idee per la testa’: mostra di Pia Tacconefino al 30/11/2016 presso Tiger Spot di Genova.

pia taccone tiger spot

 

 

Graphic Novel a Palazzo Ducale fino al 24/11/2016 presso Palazzo Ducale di Genova.

graphic novel palazzo ducale genova

 

 

‘Ormai sono una milf’: il comico Pintus al Politeama Genovesedal 11/11/2016 al 12/11/2016 alle 21.00 presso il teatro Politeama di Genova.

pintus politeama genovese

 

 

 

 

Forza, in piedi pigroni!

 

(Fonte: Genova Today)

 

Giovanna Vittoria Ghiglione

 

Festival della Comunicazione 2016, Freccero: “Ecco la post-democrazia della manipolazione”

Dall’8 all’11 di settembre scorsi si è tenuto a Camogli il terzo Festival della Comunicazione che ha portato, nell’incantevole cittadina affacciata sul mar Ligure, molti ospiti tra personaggi del mondo dello spettacolo e giornalisti di spicco del panorama culturale italiano. Tra questi non è mancato all’appello Carlo Freccero, importante autore televisivo ed esperto di comunicazione, nonché docente presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione tenuto proprio all’interno del nostro Campus, a Savona.

Il suo intervento, durato all’incirca 50 minuti e tenutosi presso la piazza Ido Battistone, è stato intitolato ‘Apocalittici e Integrati’ come omaggio a Umberto Eco, che nel 1964 si dedicò all’omonimo saggio analizzando la cultura e i mezzi di comunicazione di massa.

Anche la redazione di Campuswave era presente tra il pubblico: ecco le sue parole.

 

“Cercherò di parlare di attualità, ma per parlare di attualità è necessario fare i conti anche con la teoria. Vorrei iniziare con un suggerimento di un grande intellettuale come Lakoff che ci insegna che per ottenere l’attenzione e la condivisione della platea, non bisogna fare ricorso alla logica ma alle metafore.

Citerò infatti ‘Matrix’ un film che ritengo fondamentale: esso rappresenta la metafora per eccellenza di una società post-umana in cui la libertà dell’uomo è solo simulazione all’interno della realtà virtuale. Il protagonista, Neo, vive nell’incoscienza fino a quando non viene a conoscenza della resistenza della quale diventa leader per poi distruggere Matrix. Ma nella mia visione, tuttavia, c’è un secondo colpo di scena: conseguita questa considerazione, infatti, Neo scopre che la resistenza è a sua volta gestita dalle macchine e il processo di liberazione di cui si credeva agente attivo era in realtà gestito da loro a sua insaputa. Si è trattato dunque di una falsa vittoria.

Questa metafora tratta quindi della manipolazione dei fatti: essa caratterizza tutto il nostro presente. Siamo passati da un potere che reprime con la forza e la resistenza, a un potere che invece svolge entrambi i ruoli. In una società della manipolazione come la nostra anche la resistenza è manipolata e questo rende il problema così complicato da eccedere le capacità di controllo.

Tuttavia non esiste un solo centro di manipolazione per il controllo della scena, e l’anima di questa nuova guerra condotta con altri mezzi è strettamente connessa alla propaganda. Se inizialmente la propaganda si serviva di mezzi molto approssimativi, la dotazione mediatica di cui si dispone oggi con l’avvento del digitale è immensa. Il digitale, infatti, è una sinergia di una molteplicità di media (computer, telefonia, televisione) e di una molteplicità di contenuti spettacolari che sviluppano uno stato di dipendenza e di continua immersione in un universo virtuale di quelle masse che prima erano manipolate con il terrore o la biopolitica. Oggi, invece, noi siamo agenti attivi e partecipiamo alla costruzione di questo controllo: viviamo in quella che viene chiamata post-democrazia che indaga le basi mediatiche che hanno permesso il passaggio dalla società democratica alla società post-democratica attraverso la manipolazione.

Per fare maggiore chiarezza identifico tre fasi:

  1. La manipolazione che interessa la coscienza e le ragioni del singolo cittadino democratico.
  2. La manipolazione in condizionamento di massa.
  3. La manipolazione digitale diretta alla massa dei singoli individui che agisce indicando anche la loro collaborazione diretta.

Le idee passano sempre attraverso delle fasi e le tecnologie di manipolazione della coscienza della società hanno tutti questi passaggi. Attraverso i social, inoltre, che funzionano come big data, si esercita un controllo completo e nello stesso tempo capillare.

Se siamo passati dalla democrazia alla post-democrazia in un modo assolutamente indolore è perché apparentemente tutto è rimasto come prima. La stessa cosa è successa con la manipolazione. In Grecia, come sappiamo, la nascita della democrazia diretta ha come effetto secondario la nascita della sofistica la quale affermava: se la realizzazione della democrazia si basa sul raggiungimento delle maggioranze, queste maggioranze possono essere raggiunte anche con l’artifizio oratorio. I sofisti rappresentano in pieno l’altra faccia della filosofia: quella che non vuole raggiungere la verità ma solo convincere l’assemblea. Questa manipolazione passa attraverso i paralogismi, cioè una costruzione impropria di un sillogismo sbagliato, e si rivolge al singolo e non alla sua ragione. L’oratoria dei grandi politici degli anni post-resistenza si basavano molto su questo principio.

La propaganda, nata tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, è una forma di manipolazione che come interlocutore non ha il singolo cittadino ma le masse, e non si rivolge alla coscienza del singolo ma all’inconscio collettivo. Ad esso, però, non si parla con la logica ma con le metafore perché più facili e più incisive. Per questo le religioni fanno proseliti con le parabole e le pubblicità lavorano sullo storytelling per invocare sentimenti e associazioni mentali automatiche. Senza l’inconscio e senza la psicologia non esisterebbe la propaganda. Tuttavia, senza i mezzi di comunicazione di massa che si rivolgono alle folle un condizionamento di massa non sarebbe possibile.

La propaganda, quindi, è figlia della psicologia sociale ma anche dei mass media: essa ha cambiato radicalmente la nostra concezione di politica. Oggi le masse sono indifferenti alla politica e quando decidono di ribellarsi spesso non si rendono conto di essere strumentalizzate da quelle stesse élite che vorrebbero combattere. Si pensa di combattere il potere ma in realtà lo si sta assecondando. Per capire questo concetto è necessario osservare le radici della nuova propaganda che mina direttamente l’inconscio delle sue vittime.

Io ho sempre pensato che una cultura come quella anglosassone che ha come ausiliario il verbo ‘fai’/’do’, debba funzionare radicalmente in altro modo rispetto al mondo classico che ruota intorno al verbo essere. Nel verbo essere risiedono i fondamenti della metafisica: il pensiero critico nasce dalla logica non contraddittoria. Al contrario, il fare implica la rimozione di tutti gli ostacoli: il fare non può partorire metafisica ma produce solo operatività. E se questa operatività può essere impiegata a favore del potere anziché contro, il ciclo si chiude.

Nella storia della democrazia siamo passati attraverso 3 fasi:

  1. La democrazia come consapevolezza, costruita sul pensiero critico.
  2. La democrazia come propaganda su modello americano.
  3. La post-democrazia come prodotto che va dalla globalizzazione della cultura ai media.

La concezione europea di politica del pensiero critico pone le sue radici nella frase “prima di fare bisogna pensare e usare la logica”.

In America, invece, la propaganda fa parte della politica stessa e i padri della patria americana ritengono le masse un pericolo per le élite. Al contrario, la concezione democratica classica costruita sul postulato della razionalità umana parla al nostro Io conscio o addirittura vuole parlare alla parte più nobile di noi, cioè alle nostre capacità razionali di discernimento. E se la propaganda ha raggiunto solo nel ‘900 il suo potere dirompente non è un caso: in questo periodo nascono infatti i media di massa come la radio, i cinegiornali, di cui la cultura europea e la democrazia anglosassone hanno fatto largo uso.

La vita politica, dunque, si separa dalla razionalità per strumentalizzare le debolezze dell’uomo che dimentica e rimuove il suo status di cittadino per farsi pura istintualità. Tuttavia in Europa questo avviene intorno agli anni ’80 con l’avvento della tv commerciale, con la quale prendiamo il fuso orario americano. Perché i nuovi media hanno cambiato la nostra visione del mondo? Io credo che la democrazia come dittatura della maggioranza abbia come riferimento la televisione. Un modello del genere lo troviamo alla base della riforma costituzionale, prima voluta da Berlusconi e oggi da Renzi.

In questo modello il dissenso non trova posto: non a caso si ridimensiona il Parlamento rispetto all’esecutivo, che deve avere poteri assoluti, quasi dittatoriali. E da buon allievo di McLuhan credo che questo ribaltamento radicale della concezione democratica abbia le sue radici nel passaggio dalla stampa alla televisione. La stampa di un tempo, come sappiamo, era analitica e unidirezionale, quella di oggi invece è totalmente influenzata dalla televisione. Oggi il medium di riferimento per eccellenza è il computer.

La post-democrazia deve essere qualcosa in più della propaganda: deve coinvolgere così tanto il cittadino da spingerlo a svolgere un ruolo attivo nei confronti della politica, deve essere operativo e in qualche modo cancellare il passato. Questo non solo attraverso media di massa ma anche media connessi: nelle interazioni digitali, così come in quelle sociali, è necessario mantenere un ruolo attivo e non solo passivo. Oggi quello che conta in televisione è l’audience attiva, il resto non è più rilevante. Persino i generi televisivi più bassi come reality o talent esigono la partecipazione attiva del pubblico ma quest’ultimo non lotta più per i propri diritti.

Come ci insegna Eco in ‘Apocalittici e Integrati’ non ci sono media buoni o cattivi ma tutto dipende dall’uso che se ne fa e la propaganda ne fa un uso cattivo. Gli apocalittici rappresentano il pensiero critico, gli integrati la cultura di massa più superficiale ma quella più accessibile a tutti quanti e quindi più utilizzabile in chiave pedagogica. Negli anni ’90 la televisione diventa la fonte di tutti i problemi e le soluzioni a questi problemi va cercata in un medium alternativo dotato di caratteristiche opposte come il digitale e la rete. E se la tv commerciale è la tv delle masse generaliste, il computer, pur conservando lo statuto di medium di comunicazione di massa, non si rivolge direttamente alle masse, ma ai singoli che lo consultano proprio a partire dalle loro differenze. Questa è una rivoluzione che ha investito tutti i campi della produzione e si ripristinano le differenze qualitative. Inoltre il computer si rivolge non alle maggioranze ma alle moltitudini.

Così come la televisione minacciava un oscuro futuro di condizionamento, l’avvento del digitale è un’esplosione di ottimismo: quando un medium appare all’inizio è sempre una fatina che incanta, ti stordisce. Il mito del viaggio sulla strada degli anni ’60 viene sostituito dal viaggio virtuale: tuttavia, le prime ombre critiche si addensano quando sull’intelligenza collettiva si proiettano le prime ombre di sfruttamento. Se il proletariato era sfruttato nel suo lavoro materiale, l’uomo di oggi sfruttato per il suo lavoro intellettuale rappresenta il proletariato moderno.

Il digitale, come un mostro a due facce, offre all’utente un contenuto personalizzato per catturare la sua attenzione e controllarne la vita in modo scientifico. Il nostro computer sa tutto di noi, è addirittura più di noi: conosce i nostri gusti, le nostre condizioni pratiche, la nostra politica, le nostre amicizie e può fornire su di noi dati analitici per controllarci e aggregarci a scopo di marketing. Inoltre può condizionarci meglio di un ego generalista. La tv generalista spara nel mucchio mentre il computer mira precisamente al singolo: gli algoritmi che dominano i computer permettono ad esso di isolarci dallo spazio sociale condiviso.

Le recenti intercettazioni ci suggeriscono che la propaganda si sia ormai impadronita di ogni medium a scopi manipolatori e i risultati sono inquietanti. Al di là delle letture più mediate di giustificazioni sulle guerre, tutte queste tappe di liberazione si rivelano tappe di quella politica del caos che l’Occidente sta imponendo per destabilizzare e uniformare la possibile resistenza o un’alternativa politica.

Oggi questa opera di destabilizzazione e di caos passa attraverso tutto quello che conosciamo come esemplificazione del bene e del pensiero politicamente corretto. Oggi i buoni si rivelano cattivi. La propaganda ha saputo agire così in profondità del nostro inconscio, ha saputo radicarsi nelle nostre questioni primarie fino a generare sentimenti di diffidenza verso chi non la condivide che niente può spostarci dalla nostra visione. Il pensiero critico per tornare in vita dovrebbe affidarsi alla propaganda e alla finestra di Overton.”

 

Di seguito un piccolo estratto della giornata, enjoy!

 

Articolo e video a cura di Giovanna Ghiglione.

L’abito non fa il monaco (?)

La prima puntata del Festival della canzone italiana, andata in onda ieri a partire dalle 21 su Rai1, non è stata esclusivamente centrata sulla musica, ma anche l’estetica ha destato critiche e commenti. Stiamo parlando certamente dello stile e degli outfit che sono entrati in 11 milioni e 767 mila case italiane, senza neanche chiedere il permesso.

Mi soffermerei sui quattro presentatori, o presentamucche.

Come non partire dall’unico e inimitabile Carlone Conti? Il presentatore dal color sequoia 365 giorni all’anno, ha magistralmente condotto il “carrozzone” senza sbagliarne una (o quasi), all’interno del suo impeccabile smoking, esonerandosi da qualsiasi commento pungente, cosa che non si può invece dire delle due vallette al suo seguito Emma ed Arisa.

Tralasciando critiche relative alla loro performance di spalle, personalmente discutibili, si sono presentate in due abiti completamente diversi per quel che riguarda stile e occasione.

Emma, la prima a calcare il palcoscenico per la prima volta (in abiti femminili) ha tentato di sposarsi.

Un’espressione simil paresi facciale che trapelava agitazione e “li mortacci tua”, l’ha accompagnata lungo la fatidica scala che in questi 65 anni ha rischiato di mandare allo scatafascio intere reputazioni. Cara Emma, per fortuna ti sei salvata.

Pochi attimi di gloria prima di salutare il pubblico: braccio teso in alto, mano a cucchiaino ruotato di 180 gradi e vai col tango, la Regina Elisabetta le fa una “Pippa”.

Ma a proposito di Arisa, è stata lei stessa a ironizzare sul suo nome, goliardicamente, in riferimento alla sua discesa.

Probabilmente confusa e/o in preda a follia, ha scambiato il Festival per un corso di alpinismo: con il microfono in una mano e il vestito nell’altra, ha voluto sollevare parte dell’abito per mostrarci le ciaspole.

È lei la ciliegina sulla torta, proprio in tutti i sensi: in abito rosso, forse un po’ troppo per la sua vocina così rilassante e per il suo humor all’inglese. Uno strascico che ha fatto risparmiare ingenti quantità di denaro altrimenti spesi per imprese di pulizia.

Ma veniamo alla vera rivelazione della serata: prossima colonna portante della comicità targata Colorado (e affini), sto certamente parlando della bellissima Rocio Munoz Morales conosciuta principalmente per il suo ruolo di compagna di Raul Bova. Comparsa quattro volte, con tre abiti diversi: una bomboniera sarebbe stata meno appariscente. Nonostante ciò non è chiaro come un vestito oggettivamente elegante, possa rendere così pacchiana una donna.

La dolcissima ispanica si è lasciata andare, è stata se stessa e ha parlato solo attraverso brillanti proverbi spagnoli.

Vanessa Incontrada, dove sei?

Per oggi mi fermo qui, ma non temete: Enzo Miccio si aggira per Sanremo…e anche io.

Pay attention.

 

La Giò

THIS IS THE WAY FEST. VOL. III !!!

E’ oramai il terzo anno in cui il Rude Club organizza il gran festival di chiusura della stagione dei concerti !

Come sempre la line up delle due serate (Venerdì 6 e Sabato 7 Giugno) vede sul palco buona parte della scena musicale savonese e nomi noti non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale.

La serata di Venerdì sarà dedicata alle realtà Rock/Indie e vedrà protagoniste le seguenti band: 3Fingers Guitar, La fine di Settembre, The Washing Machine, Gli Altri, Cardosanto con il dj set finale di MGZ.

La serata di Sabato invece sarà dedicata alle realtà Punk e Hip Hop: 5MDR, Klasse Kriminale, Overkill Army e Dsa Commando.

Sicuramente uno degli eventi più ricchi e interessanti della città a livello musicale, a dimostrazione del fatto che realtà indipendenti (spazi autogestiti e band) possono essere in grado di radunare un gran numero di persone e dar vita a fenomeni culturali solidi e concreti.

 

THIS IS THE WAY FEST. VOL. III – VENERDì 6 E SABATO 7 GIUGNO, START ORE 22.00

RUDE CLUB, VIA MARITNI, LEGINO, SAVONA.

E’ tempo di FRU! Il Festival delle Radio Universitarie sbarca a Pisa

Si svolgerà dal 3 al 5 maggio, a Pisa, la VI edizione del Festival nazionale delle Radio Universitarie.

Quest’anno il festival (tre giorni di convegni, workshop, dirette radiofoniche e concerti) sarà ospitato da Radioeco.it – la web radio degli studenti dell’Università di Pisa.

Per l’edizione 2012 sbarcheranno nella città della torre pendente più di 300 operatori radiofonici universitari provenienti da tutta la penisola: Padova, Catania, Perugia, Salerno, Cosenza, Verona, Napoli, Pavia, Cagliari, Trento, Roma, Piemonte Orientale, Modena e Reggio Emilia, Macerata, Prato, Cesena, Savona, Trieste, Parma, Palermo e Siena.

Le prime cinque città hanno ospitato le precedenti edizioni dell’evento, caratterizzando il FRU come un momento di confronto, riflessione, intrattenimento e dimostrazione della forza e dell’importanza dell’università come luogo per la sperimentazione di nuove forme di comunicazione e informazione.

Oltre ai convegni dedicati alla sostenibilità, ampio spazio verrà dedicato ai workshop pratici dedicati alla conduzione, con i docenti e il direttore di A.R.T. (Accademia di Radio e Televisione di Roma) Max Poli, al “sound design” con Provenzano Dj e con altri ospiti di fama nazionale pronti a raccontare la loro esperienza ai giovani radiofonici, approfondendo le tematiche inerenti alla gestione delle stazioni radiofoniche.

Ma il Fru è anche musica: ampio spazio agli artisti emergenti che saranno protagonisti dei concerti a fianco di artisti di rilievo nazionale, ed un mega evento per la finale. Tutte le serate saranno a ingresso gratuito.

Il “Fru contest”, concorso per band e artisti (che fino al 11 aprile possono caricare i loro brani e farsi votare fino al 18 aprile su ustation.it ), decreterà i 5 finalisti che suoneranno la prima sera introducendo i Pan del diavolo. Nella giuria di qualità del Contest spicca il nome di Mariolina Simone, speaker di m2o nota come colei che portò la radio in televisione con l’esperimento “Coloradi”o su VideoMusic nel 1998, come ex autrice e conduttrice del canale “Coming Soon Television”, ex speaker di Radio Kiss Kiss e conosciuta come “La Tagliateste”, soprannome guadagnato mentre era membro della commissione artistica giovani del Festival di Sanremo dal 2005 al 2011.

La seconda serata sarà aperta dal vincitore del contest seguito dalle note di Boxeur the Coeur, Iori’s eyes e i Giardini di Miró. L’evento di chiusura prevede un’edizione speciale del “Radioeco Spring Party”, appuntamento annuale ormai conosciuto dagli studenti pisani e non, che per la sua quarta edizione si avvarrà della partecipazione di Renèe La Bulgara e Chiara Robiony, dj di m2o, network nazionale del gruppo editoriale l’Espresso. Dallo scorso ottobre infatti m2o, assieme alle radio del circuito Raduni e a Ustation ha creato “M2U – m2o University”, un programma nato durante il Fru dello scorso anno a Cosenza, che va in onda dal lunedì al sabato alle 7:00 e che porta l’università e le voci degli studenti in FM. Il Fru 2012 è patrocinato dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Università di Pisa, DSU Toscana, Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa, e vede da anni Telecom Italia come main sponsor ed è supportato da molti media accanto a Ustation.it e m2o tra cui Broadcast&Production e AltraTV.

Per il programma dettagliato e info in continuo aggiornamento www.fru2012.it .