La bella Verona di Campuswave Radio

Doverosamente, premetto che cominciare un pezzo che parli di Verona citando Romeo e Giulietta ha lo stesso grado di originalità dei commenti sulle stagioni che si allungano o sul fatto che se la Juventus vince 6 scudetti in fila è perché ha programmato i campionati meglio delle altre squadre. Tutto opinabile, tutto scontato. Ma tant’è.
Doverosamente, faccio notare come sia un suicidio letterario impostare il medesimo pezzo su Verona citando non soltanto Romeo e Giulietta (d’ora in poi R&G, mi si perdoni la lesa maestà), ma il suo incipit. Se non sai come iniziare, fai iniziare Shakespeare! Che tanto: 1 non sia mai che nessuno se ne accorga, e 2 scrivere non gli veniva tanto male, al Sommo Bardo Irraggiungibile (d’ora in poi SBI, che sembra un ufficio investigativo e invece non è). Ebbene.
La più grande storia d’amore mai narrata si apre con una frase del Coro, che si avvicina quatto quatto alla sua postazione e declama: “In questa bella Verona, due casate, di pari nobiltà, si scagliano, per antico rancore, in sempre nuove contese che macchiano di sangue veronese mani di veronesi”.


Già il fatto che la più sensazionale avventura romantica a memoria umana si svolga a Verona, mi sembra circostanza da non trascurare, nel descrivere la città. In più, se l’SBI dice che una cosa è bella, non è che se ne possa discutere più di tanto. “Sono il Maestro che ha nobilitato le sorti del teatro innalzandolo allo status di forma d’Arte, ho vergato versi immortali capaci di ridefinire i canoni stessi di bello scrivere, ho reinventato la lingua più diffusa della modernità, e quella città non è poi così male. In fede, WS”.
R&G è un’opera che mi stordisce anima e cuore ogni volta che ne incrocio le mosse, ma volendola leggere da una prospettiva turistica, nel suo attacco c’è tutta Verona. Bellezza, nobiltà, fascino e pure intrighi e pathos. Verona è elegantissima e visibilissima: una bomboniera, nonostante le dimensioni non così ridotte. Le città attraversate dai fiumi, fateci caso, sono tutte particolarmente signorili, hanno un non so che di raffinatezza in più. Verona non fa eccezione.
Il pistolotto sulle bellezze scaligere si sospende qui, ma chi desiderasse ulteriori indicazioni in tal senso, può fermarsi e studiarsi quanto fatto dal nostro Filippo:

Adesso veniamo al punto. C’eravamo io, Mercuzio e Benvolio…
Dal 18 al 21 maggio, quindi nello scorso fine settimana (allungato), l’elegantissima Verona di cui sopra ha ospitato il Festival delle Radio Universitarie, delle cui meraviglie abbiamo già detto tante altre volte. Siccome, però, ogni evento curato o seguito dalla radio non si riconoscerebbe senza il mio articoletto inconcludente e poco produttivo, mi sono sentito in dovere di marcare visita.

Chi, come il sottoscritto, di FRU comincia a segnarsene parecchi, sa quanto queste giornate possano essere speciali; direi quasi imprescindibili, tanto che pure chi ha concluso i suoi percorsi a Campuswave (più o meno definitivamente) non riesce a resistere alla tentazione, e parte.

Questa edizione ha presentato la nostra solita squadra numerosissima (17 persone, ho contato male?) e un bel mix tra veterani e novellini. I primi, di cui faccio orgogliosamente parte, sono come le querce: hanno tanti cerchi (alla testa, the day after) quanti sono stati i Festival ai quali si è presenziato. I secondi sono stati encomiabili: visibilmente un po’ spaesati, ma comunque stoicamente presenti con il corpo e lo spirito, e sempre integrati e coinvolti. Non tocca certo a me dirvelo ma lo faccio comunque: bel lavoro, ragazzi.

Un semplice, spontaneo, grande FRU che ci ha divertito e rilassato. Non sono serviti chissà quali equilibrismi organizzativi, a differenza di altre volte. Si è seguita la scaletta – con qualche variazione sul tema, peraltro indispensabile – e si è portato a casa il risultato. Con letizia e soddisfazione. Il resto, come detto, lo ha fatto la città di Montecchi e Capuleti.

“Beviamoci su che qualcosa qui non funziona
Siamo come i mona a Verona”
Tante belle cose,

Matteo Faccio

E’ tempo di FRU! Il Festival delle Radio Universitarie sbarca a Pisa

Si svolgerà dal 3 al 5 maggio, a Pisa, la VI edizione del Festival nazionale delle Radio Universitarie.

Quest’anno il festival (tre giorni di convegni, workshop, dirette radiofoniche e concerti) sarà ospitato da Radioeco.it – la web radio degli studenti dell’Università di Pisa.

Per l’edizione 2012 sbarcheranno nella città della torre pendente più di 300 operatori radiofonici universitari provenienti da tutta la penisola: Padova, Catania, Perugia, Salerno, Cosenza, Verona, Napoli, Pavia, Cagliari, Trento, Roma, Piemonte Orientale, Modena e Reggio Emilia, Macerata, Prato, Cesena, Savona, Trieste, Parma, Palermo e Siena.

Le prime cinque città hanno ospitato le precedenti edizioni dell’evento, caratterizzando il FRU come un momento di confronto, riflessione, intrattenimento e dimostrazione della forza e dell’importanza dell’università come luogo per la sperimentazione di nuove forme di comunicazione e informazione.

Oltre ai convegni dedicati alla sostenibilità, ampio spazio verrà dedicato ai workshop pratici dedicati alla conduzione, con i docenti e il direttore di A.R.T. (Accademia di Radio e Televisione di Roma) Max Poli, al “sound design” con Provenzano Dj e con altri ospiti di fama nazionale pronti a raccontare la loro esperienza ai giovani radiofonici, approfondendo le tematiche inerenti alla gestione delle stazioni radiofoniche.

Ma il Fru è anche musica: ampio spazio agli artisti emergenti che saranno protagonisti dei concerti a fianco di artisti di rilievo nazionale, ed un mega evento per la finale. Tutte le serate saranno a ingresso gratuito.

Il “Fru contest”, concorso per band e artisti (che fino al 11 aprile possono caricare i loro brani e farsi votare fino al 18 aprile su ustation.it ), decreterà i 5 finalisti che suoneranno la prima sera introducendo i Pan del diavolo. Nella giuria di qualità del Contest spicca il nome di Mariolina Simone, speaker di m2o nota come colei che portò la radio in televisione con l’esperimento “Coloradi”o su VideoMusic nel 1998, come ex autrice e conduttrice del canale “Coming Soon Television”, ex speaker di Radio Kiss Kiss e conosciuta come “La Tagliateste”, soprannome guadagnato mentre era membro della commissione artistica giovani del Festival di Sanremo dal 2005 al 2011.

La seconda serata sarà aperta dal vincitore del contest seguito dalle note di Boxeur the Coeur, Iori’s eyes e i Giardini di Miró. L’evento di chiusura prevede un’edizione speciale del “Radioeco Spring Party”, appuntamento annuale ormai conosciuto dagli studenti pisani e non, che per la sua quarta edizione si avvarrà della partecipazione di Renèe La Bulgara e Chiara Robiony, dj di m2o, network nazionale del gruppo editoriale l’Espresso. Dallo scorso ottobre infatti m2o, assieme alle radio del circuito Raduni e a Ustation ha creato “M2U – m2o University”, un programma nato durante il Fru dello scorso anno a Cosenza, che va in onda dal lunedì al sabato alle 7:00 e che porta l’università e le voci degli studenti in FM. Il Fru 2012 è patrocinato dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Università di Pisa, DSU Toscana, Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa, e vede da anni Telecom Italia come main sponsor ed è supportato da molti media accanto a Ustation.it e m2o tra cui Broadcast&Production e AltraTV.

Per il programma dettagliato e info in continuo aggiornamento www.fru2012.it .