Rassegna Stanca #2

Rassegna Stanca è il commento assonnato della mattina dopo: dove per mattina, naturalmente, si intenda un intervallo di tempo che non per forza si esaurisca col sole allo zenit. Rassegna Stanca è editoriale, cronaca, contrappunto, esperimento. Giacché la penna, l’autore o l’autrice, cambia di giorno in giorno, di articolo in articolo. Al secondo giro, Giulia Turri.

Ieri sera secondo appuntamento con il Festival della Canzone Italiana, che ha segnato l’entrata in scena di nuove figure, come Emma D’Aquino, Laura Chimenti e Sabrina Salerno.

Le prime a salire sul palco dell’Ariston sono state le nuove proposte con due sfide che hanno visto trionfare Fasma e Marco Sentieri, consentendo loro l’accesso diretto alla finale di venerdì sera.

Protagonisti della puntata, oltre ai cantanti in gara, molti ospiti di spicco come i Ricchi e Poveri in formazione completa, Zucchero, Gigi d’Alessio e infine Massimo Ranieri, che ha duettato con Tiziano Ferro sulle note di Perdere l’amore, riscuotendo molto successo in teatro.

La classifica provvisoria vede in testa Francesco Gabbani, seguito da Le Vibrazioni, Piero Pelù e i Pinguini tattici nucleari con la loro Ringo Starr.

Molto attesa, soprattutto dai giovani, Elettra Lamborghini, che si guadagna la ventunesima posizione, a soli tre posti di distanza da Achille Lauro e la sua esibizione stravagante della prima serata.

Nelle ultime tre posizioni troviamo Rancore, Bugo & Morgan e Junior Cally, che già prima della sua performance aveva fatto parlar di se per i suoi testi e per la sua partecipazione al Festival.

La città non si ferma neanche dopo la fine del Festival, nonostante sia già notte inoltrata. I cantanti danno vita a veri e propri concerti a Casa Sanremo per festeggiare la vittoria o per dimenticare la sconfitta, come nel caso degli Eugenio in Via Di Gioia che ieri sera hanno ironizzato sulla loro breve presenza in gara sulle note di Ho perso.

Giulia Turri

NonDiario Sanremese – Sorrentino o Garrone?

Interno giorno, sala degli sceneggiatori.

“Ok, il set ce l’abbiamo e mi sembra che ci trovi tutti d’accordo: festival musicale in cittadina sul mare. Divertente, nazionalpopolare, rassicurante, piace a nonne e bambini. Il problema è cosa metterci attorno. Fuori dal teatro, intendo. Idee, proposte?”

“Ci mettiamo attorno un sacco di gente strana, boss. Semplice ma d’effetto, ci lascia campo libero.”

“Togliamoci subito il pensiero, bravo Guidi. Aggiudicato. Gente strana tipo? Ognuno dica la sua e valutiamo.”

“Mmh… una vestita da antica romana?”

“Ti ascolto, Bernardini, ti ascolto. La traccia è quella giusta, ma dammi di più.”

“Una vestita da Cleopatra?”

“Bingo, fratello! Gli altri?”

“Una specie di santone. Con tonaca, crocifisso, capelli lunghi e sporchi, sguardo da pazzo. Uno di quelli che ti indica col dito e ti dice che sei destinato alla dannazione eterna se non smetti di ascoltare la trap.”

“Roba buona! Stiamo rifacendo Fellini, ragazzi!”

“Uno incatenato alle transenne?”

“Ok… e per cosa protesta?”

“Vuole farsi togliere una multa dalla municipale. No, banale. Vuole farsi togliere una multa dall’Agenzia delle Entrate. Facciamo critica sociale e ci accaparriamo commercianti e piccoli imprenditori.”

“Bene, sì. E poi tanta gente che sbrocca, naturalmente. Tutti pazzi per i cantanti, i presentatori, gli ospiti. Li guardano come fossero la Madonna in processione.”

“Un carrozzone, un circo!”

Una torcida delle meraviglie del trash: ai giornalisti la vendiamo così. I David di Donatello li raccogliamo col retino!”

“L’Italia al suo massimo. Cazzo, quanto amo questo Paese!”

“I genitori che portano a spasso i figli per farli conoscere ai discografici. Quelli che si fanno le foto con i manifesti del festival. I sosia dei vip.”

“Ma sei un king, Russo! Bene, signori, per adesso fermiamoci qua. Benchmark, riferimenti. Di Fellini abbiamo già detto, non possiamo farne a meno. Anche Pasolini ce lo riguardiamo… più recenti?”

“Beh, La grande bellezza e Reality mi sembrano più che in target.”

“Senza ombra di dubbio. Uno più visionario, l’altro la butta più sulla favola. E qui si pone la questione successiva. Pensiamo già a chi affidare la regia…”

“Boh, io resterei su questi due, intanto il budget non ci manca.”

“Ma infatti. Per una volta che i soldi ce li hanno dati, spendiamoli. E sia. Forza ragazzi, per alzata di mano. Sorrentino o Garrone?”

Sanremo Goes to the Movies: sarà certamente un colossal. Indiscrezioni sul titolo parlano di un ermetico Parà-papapa-parà. La critica lo amerà, i botteghini sono pronti a esplodere. Appena lo passano in chiaro lo guardiamo assieme, vi va?

Pace.

Matteo Faccio

Rassegna Stanca #1

Rassegna Stanca è il commento assonnato della mattina dopo: dove per mattina, naturalmente, si intenda un intervallo di tempo che non per forza si esaurisca col sole allo zenit. Rassegna Stanca è editoriale, cronaca, contrappunto, esperimento. Giacché la penna, l’autore o l’autrice, cambia di giorno in giorno, di articolo in articolo. Nel ruolo di capovaro, Diego Rubiera.

Secondo giorno a Sanremo e ne abbiamo già viste delle belle. Approdati in questa pittoresca cittadina due giorni fa, abbiamo avuto la possibilità di assistere in prima persona a quello che succede per le strade durante il Festival: visitatori provenienti da tutte le parti d’Italia, giornalisti e, udite udite, i cantanti in gara. In quale contesto? Mentre passavano sul red carpet e, come vedremo, non soltanto.

Passo dopo passo, prima di parlare dell’élite, partiamo da noi, il gruppo di Campuswave. Pochi mesi di pratica sono stati sufficienti per riuscire a fare riprese, foto e podcast (di qualità, concedetelo), ma soprattutto interviste ad alcuni dei big del Festival, esperienza che i nostri reporter non dimenticheranno facilmente. Ieri mattina l’onore è toccato ai Pinguini Tattici Nucleari.

Passiamo ora alle nostre considerazioni su quello che abbiamo visto sullo schermo ieri sera. Le Vibrazioni hanno saputo differenziarsi dagli altri grazie al loro pezzo decisamente di alto livello, ma anche grazie ad un altro aspetto che i demoscopici sembrano avere apprezzato, l’introduzione del linguaggio dei segni. In seconda posizione troviamo l’interpretazione energica e passionale di Elodie, con il pezzo scritto per lei da Mahmood, il campione in carica.

A seguire, in ordine, compaiono in classifica altri nomi di certo non sconosciuti al grande pubblico, di giovani ma anche di vecchietti. Infatti, artisti come Marco Masini e Rita Pavone, veterani di Sanremo e divenuti famosi prima che tanti ragazzi del gruppo di Campuswave nascessero, hanno sicuramente dato il loro contributo trasmettendo una carica al pubblico che, a mio modesto parere, è invidiabile, considerata la… notevole esperienza che hanno alle spalle. Non sta mica bene usare la parola età

Impressionante l’interpretazione di Tiziano Ferro della canzone di Mia Martini Almeno tu nell’universo. Indubbiamente toccante il discorso della giornalista italo-israeliana Rula Jebreal sulla violenza e le discriminazioni di cui le donne sono vittime nel mondo.

Noi di Campuswave siamo pronti a scommettere che vedremo ancora grandi sorprese a questo settantesimo Festival di Sanremo. E voi, cosa ne pensate?

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Diego Rubiera

NonDiario Sanremese – Una serie di fatti e considerazioni di cui potrebbe non fregarvi granché ma che mi preme raccontare (aka “L’essenza stessa di un diario”)

Sarò telegrafico. Più o meno, insomma. Sono quelle cose che si dicono – si scrivono – tanto per dichiarare le proprie intenzioni. E già telegrafico non lo sei più, se ti metti a spiegarlo.

Fatto potenzialmente irrilevante n. 1. Il ritorno a Sanremo.

L’ultima volta che sono stato qui, con testa e corpo oltre al corazòn espinado, porta la data di cinque anni fa. Da lì in poi – e dunque edizioni 2016, ’17, ’18 e ’19 – ho potuto soltanto assistere da lontano, sventolando il proverbiale fazzoletto bianco di chi, tra un’incombenza e l’altra, si ritrova fermo sul molo a sospirare verso la nave ormai al largo. Melodrammatico ma sincero.

Una certa elasticità impiegatizia mi ha ora permesso di tornare, anche se con il fardellino di qualche lavoro da chiudere. Che vuoi che sia. Gongolo.

Fatto potenzialmente irrilevante n. 2. Il rientro da Israele.

La stessa elasticità impiegatizia mi ha permesso di passare la scorsa settimana in un minitour di Israele & Palestina. Ieri pomeriggio ero a Tel Aviv, oggi in Riviera. Devo ancora riconnettere i cavi, riprendermi dal jet lag emozionale.

Che Terra, amici! Un luna park della spiritualità, che prende a schiaffi anche l’anima di uno che scriverebbe “laico” nelle prime righe dei segni particolari. E mi sorge il sospetto che non si possa dire di conoscere questo mondo ‘nfame senza due passi nella Città Vecchia di Gerusalemme, tre volte santa e mille volte conquistata.

Fatto potenzialmente irrilevante n. 3. Non ho più vent’anni ma altri sì.

Team singolare, quello messo su da Campuswave Radio per Sanremo VentiVenti (non riesco a non leggerlo così, quest’anno sedotto da una simmetria che rimette a posto le tessere oppure ce la dà soltanto a bere). A parte Nadia, la boss, e Roberto, che va e viene, sono tutti ragazzi del primo o secondo anno di Scienze della Comunicazione. Nascevano quando Totti scucchiaiava Van der Sar, per citarne una che mette d’accordo il Paese intero.

A me, conti alla mano, tocca la parte del decano, del tutor, del correttore di bozze. Ma de che?

Giorni fa riflettevamo: trovarsi in mezzo al Festival dopo un misero quadrimestre di università è come prendere la patente e, nel giro di un’ora, dare gas a una Ferrari. Eppure, i suddetti giovinastri sembrano avere tutte le potenzialità per tenerla in pista, la fuoriserie. Divertendosi pure.

teatro Ariston
Davanti all’entrata del teatro Ariston

Fatti potenzialmente irrilevanti, che spero rendano l’idea di quel che sta accadendo nel nostro quartier generale, a due passi dalla stazione.

Il Festival comincia stasera ma io ancora devo capire da che parte si legga il programma. A carte coperte, mi viene da puntare forte su Anastasio, Achille & Levante, ma forse voglio solo spacciarmi per alternativo. Niente (Resilienza ’74) stacca ogni avversario nella volata del titolo più ganzo, anche se Rita Pavone ha paragonato Salvini a Togliatti e la connessione non può che lasciare perplessi (ma forse voglio solo spacciarmi per sardina, non so).

Sanremo è sempre più bella, spazzata da un vento criminale ma sotto 20 gradi di sole. La consueta cartolina che fa invidia ai nordeuropei. Hanno montato un palco in piazza Colombo, per ridare il Festival alla città e farlo uscire per le strade. Ma forse vogliono solo spacciarsi per sardine anche loro.

Mi pare sia tutto. O tutto quello che la stanchezza mi concede. Non vedo l’ora che l’orchestra attacchi, anyway.

Ci si vede sui social tra poco, ci si sente qui. Tanto telegrafico non sono stato, ma già dal titolo dispersivo e disperatissimo – te lo aspetteresti da un fanatico di Foster Wallace, toh – l’inganno si poteva subodorare.

Pace. Shalom.

Matteo Faccio

Al via il Festival di Sanremo 2017

Il buio è già sceso e ormai siamo tutti pronti alla prima serata del 67° Festival di Sanremo.
Ancora poche ore e, finalmente, vedremo come se la caveranno Carlo Conti e Maria De Filippi sul palco dell’Ariston, coppia stravagante ma dalle grandi aspettative.

Probabilmente saprete già tutto sul Festival di Sanremo ma, nel caso foste stati disattenti, vi daremo noi le informazioni più salienti.

I big in gara, che ora si chiamano campioni, (attenzione a non sbagliare), sono 22: si passa da mostri sacri come Albano e Fiorella Mannoia ai partecipanti dei talent come Elodie  e Sergio Sylvestre. In mezzo ci sono il neo melodico Gigi D’Alessio, la novembrina Giusy Ferreri, la televisiva Lodovica Comello e tutto il meglio della musica italiana.

Le nuove proposte sono 8 e si sfideranno nelle serate di mercoledì e di giovedì per poi avere il vincitore della categoria nella serata di venerdì.

Moltissimi gli ospiti: Robbie Williams, Biffy Clyro, LP, Robin Schultz, Mika, Alvaro Soler, Giorgia, Zucchero, Keanu Reeves, Sveva Alviti, Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Diana del Bufalo, Brignano, Cirilli, Luca e Paolo e tanti altri.

La prima serata del Festival di Sanremo

Finite le informazioni generali passiamo a quelle della prima serata del Festival. Si sfideranno i primi 11 big… Ops, i primi 11 campioni. Potremmo dirvi chi sono, ma meglio lasciarvi la sorpresa.

Gli ospiti ve li diciamo: Richy Martin che con la sua “Maria” ha fatto ballare tutto il mondo, i Clean Bandit, Tiziano Ferro e Carmen Consoli, Paola Cortellesi e Antonio Albanese, Raul Bova e Rocio, Diletta Leotta, Marco Cusin e Valentina Diouf.

Gli ospiti ci faranno ballare e divertire ma a pensare e a ridere con la sua satira ci penserà Maurizio Crozza che tutte le sere si collegherà con l’Ariston per alcune strisce comiche.

A domani con i nuovi aggiornamenti.

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Buon Festival di Sanremo a tutti.

#Sanremo2016, Il primo Sanremo non si scorda mai

Il mio Festival è iniziato così, scendo dal treno con una valigia, due borse, un sacchetto pieno di roba e una cassa di birra su una spalla. Sì, proprio una cassa di birra, perchè anche questo è il bello della goliardia Sanremese. Mi sembra già tutto meraviglioso, essere lì, tutti insieme, sotto lo stesso tetto, la mia prima trasferta Campuswave. La prima nottata, accampati come non mai,  di quelle poche ore di sonno ricordo i gomiti alti di Ale Mazzeo stile Paolo Montero in aria di rigore e il russare del Cigno, ma dove li mettiamo gli scherzi, i commenti pre sonno, i risvegli traumatici della Capobaracca Nadia.

E’arrivato il giorno della primissima, il ritiro del pass per Casa Sanremo, un giro per la piovosa capitale della Kermesse musicale, le dirette di Robi e la Gio con Bar Ariston, Cigno e Nax con Happy Hour Sanremo e infine il duo intellettuale Ale-Desso sul Red Carpet. In questa avventura mi sono occupato della parte social cioè la live tweeting su Twitter (non poteva essere altrimenti per l’autonominatosi Re del social dell’uccellino) e i post sulla pagina Facebook di Campuswave. Pasta, birra e commento libero, ma silenzio durante le canzoni: è iniziata la 66° edizione del Festival di Sanremo, Carlo Conti è impeccabile, ma lo sapevamo già, Madalina Ghenea è fantastica, Virginia Raffaele si dimostrerà la regina di questo Festival e Garko….bè….andiamo avanti…Wake Up ci aveva già conquistato, Robi su tutti, bocciati un rauco Morgan e gli immobili Iurato-Caccamo, rinviati al prossimo ascolto Fragola, Arisa e Noemi, sempre immortale Ruggeri. Gli ospiti, non posso essere magnanimo con Laura Pasini, la capobaracca mi bloccherebbe l’articolo, ma che forza d’animo e fisica il centenario atleta Giuseppe Ottaviani, infine il trio Aldo Giovanni e Giacomo con il quale si ride ma lo sketch ha fatto il suo tempo, da ricordare gli addominali di Giovanni.

Arriviamo alla seconda giornata, la prima in sala stampa, e mi sento come un bambino a cui hanno donato un giocattolo che aspettava da tempo, speaker, giornalisti, facce giovani, alcune meno, che dalle 9 di mattina fino alla fine della serata lavorano imperterriti per la loro testata giornalistica. Le conferenze stampa, hanno qualcosa di eccezionale, sono tutti molto disponibili, divertenti, le domande irriverenti di Matte Di Palma, vecchia conoscenza Campuswave, hanno messo un pò di pepe alla situazione. Si cena alla “Lucio Dalla”, cinese, twitter aperto con due profili (il mio e quello di Campuswave) e l’invasatura sta per iniziare. Le danze vengono aperte dai giovani, e ho già chi tifare, Chiara Dello Iacovo, mia ospite di Retweet una settimana prima, vince la sfida, sono già in visibilio, passa il turno anche Ermal Meta intervistato da noi la mattina stessa. I big, tanta attesa per Elio con i suoi 7 ritornelli, bene la freschezza della Michielin e i vestiti mozzafiato di Dolcenera e Annalisa, il resto è poco più che noia. O anzi, ci ha risvegliato dal torpore, Alessio Bernabei (sì, il fu Dear Jack) o per meglio dire Ariana Grande. Ramazzotti fa emozionare e cantare tutta la Sala e Ezio Bosso ci insegna cos’è la vita e la musica.  Poi arriva il momento tanto atteso, dopo 12 ore consecutive là dentro non vedevo l’ora, gli aneddoti ne precedono la fama, il  teatro dei sogni post Sanremo è il  Drunken Clam (cit. Griffin), le storie che escono da quel locale rimangono in quel locale, sentirsi come a casa.

La serata delle cover, sono settimane che ne parliamo, Dolcenera per noi aveva già vinto, Amore Disperato LA canzone di Campuswave, che nonostante non ci abbia fatto ballare per la sua versione modificata ci ha fatto emozionare, il resto è noia, tranne che per la Napoletanissima rappresentazione di 5 grandi testi cantati da Fragola, Rocco Hunt, Ruggeri, Neffa e Clementino, a fine serata immenso in Piazza Bresca, in pieno cuore sanremese, in mezzo alla gente, a Giletti sotto al palco, a noi a bocca aperta, la strofa cambiata e reppata con dedica a De Andrè. Il senatore Razzi ha dato un pò di trash al fine serata ma il clou è stato un altro, l’esibizione delle restanti 4 nuove proposte, Mahmood vince contro Michael Leonardi e Miele contro Francesco Gabbani. O forse no, perchè qua esce la destrezza dei social, soffiata dalla sala stampa e da twitter e riusciamo a dare la notizia per primi che il voto è da rifare, i voti al Roof, la sala stampa dell’Ariston non sono pervenuti del tutto, rifanno la votazione e si cambia il verdetto passa l’Amen di Gabbani e Miele rimane gabbata. Non potete capire come sia stato gasato da questo scoop, grazie alla mia passione più grande per Twitter, casa madre di Retweet il mio programma, l’esultanza sui sedili della Sala Stampa mi ha ricordato tanto Benigni alla vittoria del premio Oscar con La vita è bella. Quando il lavoro paga.

Ho iniziato sempre le mie mattine girando per Casa Sanremo, casa madre di Radio 105 e Radio Montecarlo, ma soprattutto ghiotta di occasioni da selfata per un maniaco come me, le interviste d’assalto a Alan Caligiuri e Fred De Palma le chicche di giornata. Le dirette su Periscope sanno di invasatura pura, ma immancabile nel 2016 per un corretto servizio pubblico in diretta live sul campo, rendendo tutta la sala una grande famiglia. Siamo un pò agitati, si giocano la vittoria Chiara Dello Iacovo e Ermal Meta del grande maestro Morini, Mahmood e Gabbani, il testo di quest’ultimo è molto forte, radiofonico, sanremese e infatti da rimesso in gara diventa vincitore, sono sinceramente dispiaciuto tifavo per Chiara e la sua “Introverso”, la Lucio Dalla la premia e a fine serata ci raggiunge per festeggiare con noi. Perchè il secondo posto è un risultato immenso per una ragazza di 20 anni con una voce e il sorriso di chi avrà un grande futuro. I big in gara, rischiano gli Zero Assoluto, Irene Fornaciari, Neffa, Dear Jack e Blue Vertigo, si rafforzano Rocco Hunt oramai nella testa degli italiani e un Ruggeri immortale con il suo romantic rock. Miele ha l’amara soddisfazione di cantare fuori gara, come ospite, Brignano ci fa ridere, per Elisa i 15 anni dalla sua vittoria con Luce, sembrano non essere mai passati, illuminando il palco dell’Ariston con la meravigliosa voce che la contraddistingue, ma all’urlo di Reality di Lost Frequencies, la genialata che non ti aspetti, mi improvviso CapoTreno e inizia lo show della Sala stampa Lucio Dalla, con in testa noi, tutti noi, le molle impazzite pronte a esplodere da un momento all’altro, veder ballare tutti ma proprio tutti che soddisfazione.

Siamo arrivati all’ultima, le 3/4 ore di sonno a notte iniziano a farsi sentire, Ale, Nadia e Desso rappresentano la Radio sul Red Carpet per un servizio su di noi creato proprio da quel genio che andrò a ringraziare fra poco.

Inizia a partire la malinconia, lo so, sono fatto così, sembra volato tutto via, tra le risate, il lavoro, l’emozione della prima, ma ci prepariamo, mangiamo a casa, la Gio ci prepara una cena fantastica e siamo lì incollati al televisore, tutti insieme, tranne un Robi giustificato per la sua Juve, che si gioca una fetta di scudetto contro il Napoli (padrone di casa a Sanremo tra cantanti,canzoni e compaesani) e un Koulibaly che fa gasare i bambini.

E’ il Festival dei record, 50% di share, uno spettatore su due incollato alla tv, è il giorno della finale ma anche di chi minaccia di buttarsi da un palazzo, la paura ma il servizio pubblico immancabile in diretta Periscope, perchè in fondo i giornalisti proviamo a farli, anche se in quei momenti ci viene molto difficile. Purtroppo anche quello è Sanremo. Torniamo alle canzoni in gara, fanno fatica a ingranare o a essere ricordate, ma Cristina D’avena ci fa tornare tutti bambini, mannaggia a lei io e la Nax stiamo ancora aspettando Denver e Renato Zero o forse era Panariello questo non lo so, subito dopo visto insieme a Pieraccioni, riunione di famiglia con re Carlo, amici da una vita presto in reunion a Verona. Momento Markettone. Dei 5 a rischio si salva Irene Fornaciari e parte la ricantata, siamo tutti divisi, Gio e Desso per Fragola, Nax con Elio, Roby con Wake up Guagliù nella testa, Cigno innamorato della Michielin, Franci e Ale non si sbilanciano e io mi butto sul fortissimo Ruggeri.

Ci va male, non avevamo contato loro, io li conoscevo per la canzone Acqua e Sapone colonna sonora dell’omonimo film di Carlo Verdone, il Cigno a fine serata mi fa “Ci sono rimasto (cit.), loro proprio non ce li siamo considerati”. Ecco è andata proprio così, ho avuto un dejavu, del 2011 e di Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore, pezzo che ho amato all’inverosimile e che ha riportato in auge il cantautorato, vincono la 66 edizione del Festival di Sanremo gli Stadio con “Un giorno mi dirai” e ne sono felice, la vittoria della rivincita per la musica italiana invasa dai talent. Fanno l’en plein di tutto, premiati anche per la migliore musica (dedica a Marco Pantani mancato il 14 febbraio del 2004), critica e serata cover, seconda Francesca Michielin e terzi gli inspiegabili, o forse sì, Deborah Iurato e Francesco Caccamo.

Il tutto con chiusura alle 2 di notte, “chiusura” certo, poi si va a festeggiare a Casa Sanremo, Chiaretta Dello Iacovo in coda per prendere da bere con noi si piglia un bel fiore da quel romanticone del Cigno proprio nel giorno di San Valentino, Ale in versione Winnie Pooh (ah già i Pooh ospiti mi ero svanito) a cui hanno tolto il Miele e poi il resto è vita vera, i discorsi con Rocco Hunt, forse il tasto big match non  dovevo toccarlo con lui.

Ecco qua, questo è stato il mio Sanremo, ho dimenticato sicuramente qualcosa ma come qualcuno mi ha detto oggi, “Ci aspettiamo un tuo postone di ringraziamento”, voglio farlo qua, uno per uno.

Partendo dal capitano di questo Sanremo, non me ne vogliano gli altri, Andrea De Sotgiu detto Desso, lo sa solo lui quante camicie ha sudato, il re dei DocuFestival, le ore passate a montare video per regalarci, per regalare emozioni e immagini di ciò che è stato, di ciò che siamo, una persona e un professionista pazzesco; la CapoBaracca che è più forte di un capitano, la presidentessa, il suo primo incitamento al risveglio, quante risate, l’ho fatta imbarazzare con la mia spontaneità,  ma lo so che mi vuole bene e poi…A MEEEEE????; Franci Mauro, lui lo sa che è il mio preferito, e lo devo ringraziare per ciò che è, di non cambiare mai che i primi giorni forse battuti da un pò di sconforto dovuti all’esordio nella kermesse, aiutandoci l’uno con l’altro siamo riusciti a fare qualcosa di buono; Ale bè Ale è come un fratello, un maestro a cui ispirarsi, la risata più bella e contagiosa di Campuswave, sempre pronto allo #SpiegoneMazzeo; la Gio, le facce che ci siamo fatti in determinate situazioni non hanno eguali, l’unica che alle 9 era già sveglia, tanta stima; Robi è un socio, ci guardiamo e sappiamo già cosa vogliamo dirci, la coppia è così uno completa l’altro, e poi quanto è unico a Sanremo? gli articoli alla Matte Faccio lo hanno consacrato a suo erede, infine Cigno, la maschera, il comico, l’imitatore, la voce, lui non ha bisogno di presentazioni basta starci insieme mezza giornata, è forte e le bacchettate di Ale lo hanno rianimato. Per non dimenticare i veterani Brux e Matte Di Palma, non più dei nostri ma membri insostituibili di una grande famiglia.

In conferenza stampa Enrico Ruggeri diceva che il Primo Sanremo non si scorda mai. Aveva ragione.

Luciano “Lucio” Parodi.

Sala Stampa disertata dai big? No problem, nasce “Il Divin Sanremo”

Che noia la sala stampa senza conferenze! No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia.. .Maledetta noia (Er Califfo sempre nel cuore).

E adesso che si fa? Ma si dai, giochiamo un po’. Divertiamoci a valutare chi ha cantato al Festival. Il classico pagellone ha però stancato, creiamo qualcosa di nuovo.

Dunque, cosa ci possiamo inventare? Trovato! Ecco l’idea: immaginiamo #Sanremo 2016 (rigorosamente con tanto di hashtag) come una sorta di Divina Commedia,  che poi la firma è pur sempre toscana – Carlo Conti novello Dante!

E allora dividiamo in Inferno, Purgatorio e Paradiso i protagonisti della kermesse e avanti con “Il Divin Sanremo”…

E così, nel mezzo del cammin di nostro Sanremo, ci ritrovammo per una selva oscura,  ché la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era cosa dura vedere sul palco dell’Ariston gente come Bernabei o come i Dear Jack, da rispedir senza pietà, seduta stante, dalla Maria Nazionale. E che dire della voce roca del Morgan che tanto piace alla Capobaracca Nadia, lei che tanto gentile e tanto onesta pare? Non pervenuta nella città dei fiori:  Castoldi, Una cochina bella fresca è quello che ci vuole (super cit). Ahinoi anche Caccamo e la Iurato, novelli  Paolo e Francesca, che arriveranno sicuramente in alto nella graduatoria per poi finir nuovamente congelati in attesa del prossimo Festival!  Fuggiamo da tale inferno onde evitar di incontrar anche lo Scanu, che la giuria di qualità ce ne scampi!

Comincia la seconda parte overo cantica de la Comedia dei fanciulli di Campuswave, ne la quale parte si incrociano coloro che a onor del vero, al Festival, non sono apparsi né in virtù né in peccato. La divina Patty, che citiamo in primis per l’enorme rispetto che nutriamo alla sua carriera, l’Annalisa fasciata nei suoi lussuosi vestiti da ballo delle debuttanti e l’Arisa (ma come ti vesti? Cit);  Irene Fornaciari, dal tema toccante che a Sanremo è una perla ai porci, un Neffa da chi l’ha visto? (in sala stampa) e Noemi sperduta tra le cose della sua borsa. Per non citar gli Zero Assoluto, aggrappati al televoto.

Sulla via per il Paradiso ci si può imbatter negli Stadio (con tanto di pass concesso da Lucio Dalla), nella tenace Francesca (Michielin per gli amici) e in Dolcenera che sembra un angelo caduto dal cielo (super mega cit). Un po’ più in là, così lontani e così vicini (cit), Clementino  (aizzatore della Bresca Piazza) e Fragola che alle porte del cielo bussa Infinite Volte.

Nel paradiso, tutto fiori e note musicali, Elio e compagnia cantante tengon banco tra battute e (tanti) ritornelli. Con Ruggeri,  a decantar lo primo amore che non si scorda mai c’è Rocco, un simpatico guagliò che suona la sveglia a tutti.

E quindi uscimmo a riveder le stelle: Irama e Cecile, Michael e Miele (risarcita della beffa), Mamhood ed Ermal . Fino a Francesco e Chiara, la stella più brillante, AMEN.

Piaciuta?

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il quinto ed ultimo giorno

E allora avanti popolo…”  direbbe il buon Francesco Gabbani, vincitore del Festival 2016 tra le nuove proposte.  Un popolo di 10 milioni 164 mila spettatori che ha assistito alla serata del venerdì, quella che ha sancito il successo di Amen: un pezzo costruito magistralmente, una macchina da guerra che a Sanremo ha convinto (nonostante il pasticciaccio del televoto).

Grazie, grazie, grazie, per la vostra onestà. La mia vittoria dipende dalla vostra determinazione nel voler risolvere quel brutto inghippo della votazione”  così Gabbani ha ringraziato i giornalisti dell’Ariston Roof, gli stessi che lo hanno premiato con il premio della critica Mia Martini. “Essere qui è un sogno. Sono lusingato per il Premio della critica, Amen è una canzone che credo lo meriti” ha poi concluso il ragazzo originario di Carrara.

La Nuova Proposta più amata della sala stampa Lucio Dalla, quella in cui siamo presenti anche noi, è Chiara Dello Iacovo. A lei il premio della critica sancito dai giornalisti delle radio e del web, oltre ad un secondo posto incassato con grandissima signorilità: “Francesco se lo è meritato. Ha fatto più gavetta di me e credo che sappia dare il giusto valore a questa vittoria. Comunque io lo avevo detto subito che avrebbe vinto Amen”. Chapeau Chiara, una bellissima sorpresa di questo Sanremo. La più bella aggiungiamo noi di Campuswave Radio, estasiati dal suo talento e dalla sua personalità.

Al Palafiori è stata l’ultima giornata di conferenze stampa, presenti pochi personaggi. Saltano le apparizioni di Beppe Fiorello, ospite di questa sera, ma soprattutto marca visita Neffa : il cantautore per motivi di salute ha annullato l’appuntamento con le domande provenienti dalla mondo radiofonico e della rete. Peccato.

A dare un senso al sabato della sala dedicata a Lucio Dalla, due conferenze: Guglielmo Scilla e gli Zero Assoluto.

Guglielmo Scilla, youtuber approdato in tv, che ha presentato la fiction Rai Baciato dal Sole: “La fiction tratta la storia di un ragazzo che si trova catapultato nel mondo della televisione. Sono rimasto sconvolto quando ho capito che la Rai aveva intenzione di fare un storia di questo tipo. Il perché del mio successo sul web? Onestamente non ne ho idea. Apprezzo la rete perché è un luogo dove puoi mostrare chi sei”.

Dopodiché è arrivato il momento degli Zero Assoluto. Il duo, alla vigilia della serata finale, è nella zona rossa della classifica: “Si, siamo a rischio eliminazione e non ci stupiamo di questo.  Siamo venuti qui per cercare di fare del nostro meglio; quando abbiamo saputo che eravamo stati scelti da Carlo Conti, ci siamo chiusi in un lavoro di 2 mesi e pensiamo di aver creato il nostro disco più completo”. Il duo in gara con Di me e di te ha poi rievocato i tempi in cui era protagonista in radio: “Quando facevamo radio funzionava solo una cosa: l’improvvisazione. Prima di andare in onda, non abbiamo mai preparato nulla. Portiamo noi stessi e diamo priorità al contatto con il pubblico. Il bello della radio? Tiene compagnia e fa ascoltare la musica”.

Termina così, in attesa di scoprire chi trionferà, il racconto del Festival di Sanremo 2016 vissuto dalla sala stampa. Una grande avventura,  vissuta sognando di trasformare in lavoro, una passione travolgente. Grazie per averci seguito e buona finale del Festival a tutti voi.

Roberto Vassallo

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il quarto giorno

Dieci milioni 462 mila spettatori, con uno share del 47.88 per cento. Il Festival di Sanremo 2016 continua a vincere e convincere la sfida degli ascolti televisivi, non fa eccezione la serata dedicata alle cover.

A trionfare nella sfida dei brani rivisitati dagli artisti in gara, sono stati gli Stadio con La sera dei miracoli dell’indimenticato Lucio Dalla. La serata di ieri, però, verrà ricordata anche per il clamoroso intoppo nel conteggio dei voti relativi al duello Miele Francesco Gabbani: un pasticcio che stona (tanto per rimanere in tema canoro).

La mattinata delle conferenze stampa al Palafiori è stata aperta da Annalisa: “Sin da quando l’ho iniziato a scrivere,  Il diluvio universale  è stato un flusso di coscienza rispetto ad alcuni momenti della mia vita che mi sono rimasti impressi e in cui ho creduto di avvicinarmi all’amore. Ne è uscito, appunto, un diluvio universale di parole. Mi sono sempre sentita cantautrice, anche quando cantavo dei pezzi come interprete, per cui essere qui con un brano scritto( anche) da me è il coronamento di un sogno”.

A seguire è giunta Noemi: “La borsa di una donna è stata scritta da Marco Masini e fa parte di un album in cui troviamo anche un canzone di Giuliano Sangiorgi, un pezzo di Ivano Fossati e la collaborazione di Gaetano Curreri degli Stadio. Sul palco di Sanremo salgo sempre con gran piacere: non vedo lo stare sul palco come un’ interrogazione, si fa semplicemente musica”.

A gran sorpresa , a metà giornata, irrompono Gabriel Garko e Madalina Ghenea per confidare quello che sarà il loro futuro dopo questa avventura sanremese. “Dopo Sanremo penso di essere pronta a tutto, quello che succede dietro le quinte è incredibile” ha dichiarata la bellissima valletta rumena, che poi ha aggiunto: “A breve partirò per Haiti, dove collaboro con una associazione che si prende cura di bambini. Questo è il mio prossimo step, a cui seguirà un film girato in Trentino”.

Per Gabriel Garko è invece in arrivo un prestigioso riconoscimento: “Partirò per Berlino dove mi consegneranno il premio Bacco, ma per ora preferisco vivere il presente godendomi il momento con questa squadra stupenda. Al Festival mi sto divertendo e ho potuto scoprire un nuovo lato di me, un lato pubblico, che prima non conoscevo. Le critiche? È vero che fanno crescere, ma io spero si fermino perché sono già alto 1.92!”.

Simpaticissimi e sempre più travolgenti, Elio e le Storie Tese hanno tenuto banco entusiasmando i giornalisti della sala stampa: “Siamo contenti di questo disco, alcuni intenditori di musica ci hanno detto: ‘E’ bello’”- è giù le risate- “Se lo ascoltate al contrario e al rallentatore ci potete sentire ‘Wish you were here’ dei Pink Floyde la comicità dilaga.

Scortati da Mario Lavezzi e Caterina Caselli , Giovanni Caccamo e Deborah Iurato raccontano come è nata l’idea di partecipare insieme al Festival: “Anche se proveniamo tutti e due dalla Sicilia ci siamo incontrati per la prima volta a Milano. Ben presto è nata un’amicizia; un giorno abbiamo provato insieme a cantare Via da qui, il risultato finale ci ha convinto e abbiamo deciso di portarla a Sanremo”. Inoltre Caccamo, che torna al Festival dopo aver vinto nella passata edizione tra le Nuove Proposte, ha aggiunto: “Torno qui con più maturità ma anche con un pizzico di emozione in più: sia io che Deborah arriviamo in punta di piedi”.

Pizzicato per una presunta somiglianza (nemmeno troppo velata, ndr) della sua canzone con One last time di Ariana Grande,  Alessio Bernabei risponde così: “Una somiglianza che mi è stata fatta notare da molti. La mia sfortuna è stata quella di mettere assieme quelle tre note vicine. Quando una canzone è forte tutti vanno a cercare il pelo nell’uovo”.  L’ex cantante dei Dear Jack, incalzato dalle continue domande sul tema, ha scomodato persino Tiziano Ferro : “Ha fatto carriera sui plagi”. Una dichiarazione che ha letteralmente indispettito i cronisti in sala e che ha costretto il giovanissimo artista ad un repentino dietrofront: “Intendevo dire che lo hanno spesso attaccato per i presunti plagi, ma ci metterei la firma ad avere una carriera come la sua”.

Lorenzo Fragola esprime la sua soddisfazione per la canzone portata a sul palco dell’Ariston, una hit già diffusissima nel mondo radiofonico: “Infinite volte mi piace tanto. Non è una canzone che si mette in mostra, è molto semplice, vera, sincera. È una storia di vita reale in cui credo e che mi piace cantare: non c’era migliore occasione che Sanremo per presentarla. Ci tengo a fare bene a questo Festival, sono concentrato sulle prossime serate e non penso al futuro. Il mio brano è già il più passato nelle radio? Mi fa piacere, è una canzone che parla di tutti. Questo risultato, però, non dev’essere un  punto d’arrivo, spero di andare oltre”.

Per chiudere la giornata Mahmood, finalista tra le Nuove Proposte: “Sono di origini cosmopolita (padre egiziano, ndr) ma ho sempre vissuto a Milano e mi sento milanese inside. Il black out durante la mia esibizione? Non voglio pensare alla malafede, non mi intendo di televisione ma penso che si sia trattato di un problema tecnico. Mettiamola così: stasera chi vedrà la mia esibizione potrà assistere ad una strofa in più ”.

Roberto Vassallo

#Sanremo2016 il Festival visto dalla sala stampa: il terzo giorno

Sanremo 2016 vola e si conferma grande: 10 milioni 748mila telespettatori (pari al 49.91% di share) hanno seguito la seconda serata del Festival della canzone italiana. Uno spettacolo davvero apprezzatissimo dal pubblico, sempre pronto ad interagire anche sui social network.

Sono felice e molto sorpreso dei risultati, ma al di là dei risultati sono convinto di aver fatto un grande spettacolo con tante sfaccettature diverse” ammette un Carlo Conti sempre più raggiante che aggiunge “Il perché di questi ascolti? Abbiamo un’alchimia e un feeling pazzesco, siamo una squadra che lavora, si impegna e sta bene insieme con tanto impegno e professionalità”.

Il direttore artistico del Festival ha raggiunto la sala stampa Lucio Dalla ricevendo un caloroso applauso dei giornalisti presenti  al Palafiori.

In precedenza,  il primo a presentarsi davanti ai microfoni dei cronisti delle radio e del web, era stato Michael Leonardi, nuova proposta accompagnata da Caterina Caselli. Il giovane artista di origine australiana ha così esordito: “Mi sento molto fortunato e non vedo l’ora di esibirmi sullo storico palco dell’Ariston. Al Festival vorrei portare il meglio di me stesso e riuscire a toccare l’anima del pubblico”.

Di Leonardi ha parlato anche la Caselli, leader della Sugar, la casa discografica che pubblica il brano Rinascerai: “Mi ha colpito la sua voce, è molto distintiva e importante. Michael è un compositore, scrive la musica ma anche il testo. Non sempre chi ha una voce così importante è anche compositore e ciò ci ha interessato particolarmente”.

Francesca Michielin, seconda artista giunta in sala stampa, ha destato un’ottima impressione: “Con Nessun grado di separazione vorrei lanciare un messaggio di speranza in un momento storico contraddistinto dalle tante divisioni. Perché ho deciso di chiamarla così? Il titolo riguarda la teoria della separazione, anche detta teoria del mondo piccolo, che spiega come tra me e la persona più distante al mondo, non ci siano più di 6 gradi di separazione. Quando facciamo determinate distinzioni, non ci rendiamo conto di essere tutti umani con speranze e sogni, il che ci rende più vicini di quanto non sembriamo”.

Nel primo pomeriggio è arrivato Enrico Ruggeri – in gara al Festival per la decima volta in carriera con Il primo amore non si scorda mai – che oggi, nella serata dedicata alle cover, si esibirà  cantando A Canzuncella (brano del 1977 degli Alunni del Sole, ndr): “Sarà una sfida cantare in napoletano, ma ho scelto questo pezzo perché rappresenta un melting pot di culture che mi piacerebbe arrivasse al pubblico. I miei punti di riferimento? David Bowie e Lou Reed sono stati i più significativi per la mia cultura. Il primo album che ho avuto è stato Ziggy Stardust: sono stato folgorato al primo ascolto”.

Soddisfatto per l’accesso alla finale delle nuove proposte, Ermal Meta (che torna a Sanremo dopo che nel 2010 si esibì nel duo La fame di Camilla) canta Odio le favole: Non ci si può abituare all’emozione che ti impone il palco dell’Ariston, che porta tante cose buone, ma anche tanta tensione. Le mie origini albanesi? Sono radici molto profonde e lontane. Sento che i miei rami sono illuminati dal sole italiano e che le mie radici si nutrono del sale dell’Albania”. (È possibile ascoltare la nostra intervista a Ermal Meta sul canale youtube di Campuswave Radio)

Sempre più amata, Arisa si conferma a pieno titolo un personaggio da Festival: “Ogni anno qui ci si ritrova, come in una famiglia. Sono felice di poter tornare su questo palco da cantante dopo la vittoria del 2014 e la parentesi dell’anno scorso come valletta. Quando canto è tutto molto diverso rispetto all’essere sul palco in un altro modo, apro le stanze della mia anima”. E a chi critica il suo abbigliamento della prima serata risponde: “Il look l’abbiamo scelto insieme al mio stylist, cercando di fare una cosa che mi assomigliasse. Non è piaciuto? Ricordate che il vestito non è così importante, ci soffermiamo troppo su queste cose”.

Infine, Dolcenera dimostra un particolare attaccamento a Ora o mai più:  “Un brano a cui tengo come se fosse mio figlio”. La cantautrice salentina, che da anni vive a Firenze, ha inoltre aggiunto: “Vederlo in zona eliminazione mi fa sentire come una mamma legata che vede picchiare suo figlio. È un brano nato in maniera scorrevole, arrivato da dentro,  senza essere costruito. La serata delle cover? Stasera canterò Amore Disperato di Nada in una versione dubstep che forse non sarà compresa immediatamente:  ascoltandola vi aspetterete che il pezzo possa esplodere, in realtà imploderà sorprendendovi ”.

Roberto Vassallo