Sanremo 2015, il Festival visto dalla sala stampa: giorno 4

Sarà ricordato come uno dei Festival più seguiti di sempre. La terza serata di Sanremo 2015 centra il 49,50% di share, record assoluto per questa edizione che probabilmente sarà superato solamente il giorno della finalissima.
Soddisfazione evidente per gli organizzatori anche se la stanchezza e lo stress cominciano a manifestarsi come è successo quest’oggi al Palafiori: scintille immediatamente sedate tra il responsabile dell’Ufficio Stampa Rai Antonio Manzi e alcuni operatori del mondo radiofonico.
Ma fortunatamente alla Lucio Dalla oggi si è parlato anche di musica grazie agli artisti che si sono concessi ai microfoni.

Apertura di giornata affidata ad Anna Tatangelo: “Negli ultimi anni si è quasi più parlato della mia vita privata che di quella professionale e se dopo dieci anni di gossip in Italia ne parliamo ancora credo ci si debba preoccupare. Libera è una canzone che mi rappresenta poiché è priva di pregiudizi e preconcetti e questo Festival è “normale”, come doveva già essere ai tempi di Baudo”. E a chi la vedrebbe bene alla conduzione della kermesse la sig.ra D’Alessio risponde: “Magari, mi prenoto per l’edizione dell’anno prossimo”.

“Non siamo tre tenori, basta chiamarci così. Siamo due tenori e un baritono”. Parole e musica dei ragazzi del Volo che aggiungono “Siamo tre anime differenti, tre emozioni diverse unite in una sola voce. Noi funzioniamo perché stiamo bene insieme”. E in chiusura una tirata d’orecchio all’universo musicale italiano: “Qui in Italia non sappiamo valorizzare i nostri talenti mentre all’estero ci amano”. Modesti…

Ritornato sul palco dell’Ariston dopo diciotto anni Nek, fresco vincitore della serata dedicata alle cover, commuove la sala stampa citando la sua canzone: “Biologicamente e spiritualmente noi siamo fatti per amare”. E temprato da esperienze forti quali la nascita della figlia e la morte del padre ammette che questo è il disco della consapevolezza “Ma non fatemi maturo a tutti i costi, diciamo che prima ero un ragazzino e ora sono un dilf”.

Splendida e splendente Annalisa esalta la sua Liguria: “Ci sono persone che si sentono a casa ovunque e altre che si sentono tali solo quando sono davvero a casa loro, io appartengo alla seconda specie”. Anche a lei tocca la domanda su un eventuale futuro da valletta: “Non so se lo farei ma trovo che le mie colleghe attualmente impegnate in questo ruolo inusuale  siano brave e divertenti”.

Gianluca Grignani dedica Sogni infranti agli italiani che vivono una situazione difficile: “Una delle canzoni più belle che abbia mai scritto e che si pone l’obiettivo di andare oltre al palco, oltre al Festival e arrivare alla gente”. E sul paragone con Vasco Rossi dice: “Lui è inarrivabile e io sto prendendo un’altra direzione. Ciò non toglie che un giorno mi piacerebbe collaborare con lui”. Un pensiero anche per Papa Francesco “Anche se non vado in chiesa lui mi ha colpito molto perché parla direttamente alla gente”.

Felice di essere nella città dei fiori Marco Masini ripercorre la sua carriera sanremese: “ La prima volta qui mi ha cambiato la vita poi è arrivata la consacrazione grazie a Perché lo fai. Nel 2000 sono arrivato penultimo e nel 2004 ho vinto. Ho avuto momenti di salita e di discesa in cui ho nuotato a bocca chiusa per restare a galla”. E per chiudere: “Non rifarei i Festival del 2005 e del 2009”.

L’ultima parola al Palafiori è affidata ad uno dei principali artisti della musica italiana Enrico Ruggeri, ospite della serata finale con un omaggio a tre grandissimi come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. “Non sarà una canzone lugubre ma sorridente. Si parlerà di Gaber e Jannacci che accolgono Faletti tra loro con sorriso e sarcasmo. Ho pensato di presentarla ma non avrei fatto in tempo e comunque essendo stata ascoltata in anteprima da Carlo Conti ho ritenuto che non fosse adatta ad andare in gara”.

Roberto Vassallo